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Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, tutta la movida notturna concentrata in un ettaro

I reggiani amano frequentare meno di un centesimo di tutto il centro storico. Dopo le 21 alcuni luoghi si riempiono, quasi vuoti gli altri 990mila metri quadrati

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REGGIO EMILIA. Reggio, dopo l’ora di cena, diventa la città dai due volti. Per una piccola porzione di centro storico altamente frequentata, dove in certi giorni si fa addirittura fatica a entrare nei locali, ve ne è invece una seconda, molto più grande, che di notte si desertifica completamente.

È la Reggio dove alle 20 chiudono quasi tutte le attività, quella meno “in” usata come parcheggio o come percorso per recarsi in posti molto più attraenti. Un fenomeno, questo, che si verifica con le dovute differenze in tutte le città ma che qui assume caratteristiche ancora più evidenti.

Piazza Fontanesi, piazza San Prospero, piazza Prampolini, qualche tratto di Corso Garibaldi. Questi e pochi altri sono, a grandi linee, i salotti di Reggio Emilia. Quelli che i residenti, gli studenti e i forestieri amano frequentare. Tutti concentrati e ammassati in poco meno di un centesimo di tutta la superficie del centro storico. Circa un ettaro, diecimila metri quadrati.

Tanto misurano tutte queste piazze, porzioni di vie, distese di locali, tratti di portici che fanno sembrare la nostra città viva e vissuta. Un bel sogno che si infrange non appena si esce da questi micro quartieri del divertimento.

Per un ettaro di movida, ve ne sono altri novantanove che a percorrerli sembra di aver varcato uno stargate e di essere finiti in un’altra città. La maggioranza del milione di metri quadrati (arrotondando per difetto) racchiusi in poco più di quattro chilometri di circonvallazione dopo cena è deserta. Una caratteristica che le amministrazioni, i commercianti e i residenti hanno cercato di combattere nel tempo, con fortune alterne.

Uno degli esempi più lampanti è sicuramente piazza Fontanesi, trasformata grazie a un lungimirante progetto che ha coinvolto pubblico e privato nel salotto buono della città. I nuovi alberi, la pavimentazione, le distese, l’arredo urbano e lo sforzo dei pub e dei ristoranti hanno permesso di cancellare un non luogo e di dar vita nel tempo a uno dei nomi più citati da chi esce la sera a Reggio.

Questo cambiamento però ha avuto un altro effetto, quello di attirare altri investimenti e di creare movimento anche nelle zone limitrofe. Si è creato così, in forma più o meno spontanea, un corridoio che collega piazza Fontanesi con piazza San Prospero, un altro dei luoghi da sempre più affollati. Le attività in piazza XXIV Maggio, via San Carlo e parte di via Toschi hanno beneficiato di questo nuovo afflusso di persone, contribuendo nel contempo ad attirarne delle altre. Il resto delle strade reggiane, però, restano ancora avvolte nel silenzio. Tranne pochi eccezioni in Corso Garibaldi, piazza Casotti, via Caggiati o piazzale Fiume dopo le 21 praticamente ovunque regna la solitudine.

Una situazione che subiscono soprattutto gli studenti universitari fuori sede, in costante aumento e che spesso preferiscono abitare dentro il centro storico. Quando si sono stufati di uscire sempre nei soliti posti, e visto il costo non possono frequentarne di altri, a loro non resta che rinchiudersi in casa. Sparendo dalle piazze e dalle strade.
 

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