Gazzetta di Reggio

Reggio

Sfilò l’arma all’agente, stangata

di Ambra Prati
Sfilò l’arma all’agente, stangata

Nove anni e sei mesi a un 44enne georgiano, sorpreso dalla polizia a rubare in un appartamento

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REGGIO EMILIA. Nove anni e sei mesi: una pesante condanna è stata comminata ieri in rito abbreviato dal Gup Stefania Di Rienzo nei confronti di un georgiano di 44 anni. Una severità infrequente, ma del resto l’episodio contestato al topo d’appartamento, che nel resistere all’arresto arrivò a sfilare la pistola d’ordinanza a un poliziotto e a puntargliela contro, avrebbe potuto finire davvero male. I fatti risalgono al 5 febbraio scorso in via Carlo Ritorni, tra via Turri e via Emilia Ospizio. Quella notte il georgiano, con un complice non identificato, si introduce all’interno di un appartamento all’ultimo piano di una piccola palazzina. I due ladruncoli risalgono dall’esterno e raggiungono il balcone, con un cacciavite forzano la tapparella e l’infisso in legno, entrano e si impossessavano di sette anelli di cui una fede in oro e due spille. I ladri pensano di agire a colpo sicuro perché l’appartamento è abitato da un’anziana ricoverata da tre giorni; non sanno, i malviventi, che la vicina del piano di sotto sentendo armeggiare in piena notte chiama il 112. Arrivano così, a scombinare il piano, due agenti in servizio alla Sezione Volanti della questura, che sorprendono gli sconosciuti mentre escono dalla casa: e qui le cose cominciano a complicarsi. Trovatisi di fronte gli agenti, i due sbattono violentemente il portone di ingresso dello stabile tanto da provocare la rottura del vetro, e risalgono nell’appartamento. Il complice non esita a buttarsi dal balcone e sparisce. Il 44enne georgiano spintona e colpisce con calci e pugni gli agenti che cercano di bloccarlo: ne nasce una violenta colluttazione, tanto che tutti e tre avvinghiati cadono per la rampa di scale sino a ritrovarsi di nuovo nell’androne antistante l’ingresso. Qui il georgiano si difende come una furia: sputa ripetutamente, tenta di mordere la mano all’agente che cerca di ammanettarlo e nel corpo a corpo riesce a sfilare dalla fondina la pistola d’ordinanza, una Beretta, e la punta armata all’addome dell’agente. Quest’ultimo ha la prontezza di disarmarlo: torce con entrambe le mani il polso dell'avversario e lo blocca con il ginocchio destro a terra. Una scena da Far West, una tragedia sfiorata che ha un precedente nella nostra città nel 2012, nelle cantine di via Mantegna, quando sempre un georgiano aveva premuto il grilletto contro un agente con la sua stessa arma. Così un banale furto in appartamento si è trasformato in un capo di imputazione di due pagine: rapina impropria (il colpo in casa), rapina vera e propria (della pistola), resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a pubblico ufficiale (i due poliziotti hanno riportato 7 e 10 giorni di prognosi), con l’aggravante della violenza e della minaccia. Il georgiano è stato inoltre trovato in possesso di un passaporto greco intestato a Paris Georgios Tzortakis, risultato falso. Ieri durante l’udienza preliminare l’imputato, difeso dall’avvocato Nicola Tria e davanti al pm Giacomo Forte, si è detto dispiaciuto e pentito dell’accaduto, ammettendo implicitamente i fatti. Non è bastato per evitare una condanna senza precedenti, anche se si tratta del primo grado di giudizio.

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