Una cena e due cortei contro tutte le guerre
Il fine settimana antimilitarista organizzato da Federazione anarchica e Movimento Nonviolento
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REGGIO EMILIA. Venerdì 3 novembre al Circolo Berneri in via Don Minzoni 1, si terrà alle 20 una cena “antimilitarista a cui seguirà la presentazione del libro “Chiddu chi sentu”: interverranno l'autore Giovanni Canzoneri e Luigi Rigazzi. Per sabato 4 novembre invece è stato organizzato un corteo antimilitarista contro tutte le guerre e contro tutti gli eserciti con concentrazione alla Gabella di S. Croce alle 15.30. Ad organizzare questo fine settimana antimilitarista è la Federazione anarchica reggiana insieme alla sezione reggiana dell’Unione sindacale italiana. «Riteniamo necessario – si legge in una nota – continuare il percorso iniziato da qualche anno per lottare contro la cultura e la politica della guerra e per opporsi con un'altra voce, un'altra pratica e un'altra memoria alla retorica guerrafondaia dello Stato. Questa retorica viene rinfocolata ogni anno in occasione del 4 novembre, anniversario della fine della prima guerra mondiale. Una tragica “vittoria”, quella, che costò più di mezzo milione di morti oltre che centinaia di migliaia di mutilati e feriti e che, ancora oggi, viene esaltata e sacralizzata». Sempre sabato 4 novembre un’altra iniziativa è organizzata dal Movimento non violento. Si tratta di un corteo con ritrovo alle 17 di fronte al Teatro Ariosto, diretto in piazza Prampolini. L’evento si svolge a cento anni dalla fine della prima guerra mondiale. L’invito è quello di portare un lumino e una bandiera della pace per ricordare anche Mario Baricchi e Fermo Angioletti, i giovanissimi reggiani che il 25 febbraio del 1915 furono uccisi dal regio esercito mentre protestavano contro l'ingresso dell'Italia nella grande guerra.
«Quella guerra fu l'esito di una scellerata corsa agli armamenti - affermano gli organizzatori – il popolo italiano era contrario alla partecipazione del nostro Paese, ma i massicci finanziamenti delle aziende produttrici di armi alla stampa italiana, affinché spingesse l’opinione pubblica verso l’interventismo, ed alle forze politiche interventiste, spinsero al colpo di mano del governo che impose l'ingresso italiano nella sciagurata impresa bellica. Oggi, che anche il premio Nobel 2017 è stato dato alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, è necessario chiedere al nostro governo "Italia ripensaci": sottoscrivi il trattato per l'abolizione delle armi nucleari».
«Quella guerra fu l'esito di una scellerata corsa agli armamenti - affermano gli organizzatori – il popolo italiano era contrario alla partecipazione del nostro Paese, ma i massicci finanziamenti delle aziende produttrici di armi alla stampa italiana, affinché spingesse l’opinione pubblica verso l’interventismo, ed alle forze politiche interventiste, spinsero al colpo di mano del governo che impose l'ingresso italiano nella sciagurata impresa bellica. Oggi, che anche il premio Nobel 2017 è stato dato alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, è necessario chiedere al nostro governo "Italia ripensaci": sottoscrivi il trattato per l'abolizione delle armi nucleari».
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