TITOLARI SORPRESI
«Mai subìto minacce e nessuno mi ha mai chiesto dei soldi»
SANT’ILARIO . «Nessuno ci ha mai chiesto soldi né tantomeno il pizzo. Ci chiediamo noi per primi chi possa essere l’autore di questo gesto. Tantopiù che in negozio non c’era nulla da rubare. La cassa...
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SANT’ILARIO . «Nessuno ci ha mai chiesto soldi né tantomeno il pizzo. Ci chiediamo noi per primi chi possa essere l’autore di questo gesto. Tantopiù che in negozio non c’era nulla da rubare. La cassa la svuotiamo sempre, solo tanta frutta e verdura che ora dovremo lavare perché annerita dal fumo». Italino Cornetti, 61 anni, in pensione, dopo una vita passata dietro al balcone aiuta talvolta la moglie titolare, Meri Botti, 58 anni, e la figlia Sara nelle commissioni legate all’attività, un’attività storica, molto conosciuta a Calerno. Il punto vendita di frutta e verdura, che è anche una apprezzata gastronomia pronta, esiste da oltre quarant’anni, anche se prima era collocato dall’altra parte della via Emilia, dove ora si trova la filiale Credem. Ieri mattina Italino era in negozio a chiudere con un pannello il pertugio della vetrata insiemne alla moglie.
«La spaccata era di dimensioni ridotte, ma nell’usare l’estintore il foro si è allargato e i frammenti di vetro si sono sparsi per il locale», spiega il 61enne, che precisa di non sapere quale liquido infiammabile abbiano usato. «Dall’odore non è benzina, sembra diluente. Di certo bastava poco per accendere il rogo, perché in quel punto si trovano buste di plastica e altro materiale infiammabile». Marito e moglie non si spiegano l’accaduto e non credono nell’ipotesi attentato. «Per noi è stata una bravata, un atto vandalico. Diversamente lo fai alle 23, quando ancora c’è gente in giro? Dei professionisti avrebbero fatto un “lavoro” migliore». Sebbene la moglie Meri ammetta che «quell’individuo sapeva come muoversi e dov’era la telecamera, così come sapeva che l’attività non è dotata di allarme». I coniugi martedì sera erano a Campegine, «a cuocere le caldarroste per la festa di Halloween», quando alle 23.10 hanno ricevuto una telefonata che li ha avvisati dell’accaduto. «Quando siamo arrivati, ci siamo spaventati: c’erano almeno cinquanta persone davanti al negozio, tra forze dell’ordine e residenti accorsi. È sceso fuori l’intero condominio – prosegue Italino Cornetti –. Tutto sommato è andata bene. E noi siamo abituati a ricevere visite sgradite». (am.p.)
«La spaccata era di dimensioni ridotte, ma nell’usare l’estintore il foro si è allargato e i frammenti di vetro si sono sparsi per il locale», spiega il 61enne, che precisa di non sapere quale liquido infiammabile abbiano usato. «Dall’odore non è benzina, sembra diluente. Di certo bastava poco per accendere il rogo, perché in quel punto si trovano buste di plastica e altro materiale infiammabile». Marito e moglie non si spiegano l’accaduto e non credono nell’ipotesi attentato. «Per noi è stata una bravata, un atto vandalico. Diversamente lo fai alle 23, quando ancora c’è gente in giro? Dei professionisti avrebbero fatto un “lavoro” migliore». Sebbene la moglie Meri ammetta che «quell’individuo sapeva come muoversi e dov’era la telecamera, così come sapeva che l’attività non è dotata di allarme». I coniugi martedì sera erano a Campegine, «a cuocere le caldarroste per la festa di Halloween», quando alle 23.10 hanno ricevuto una telefonata che li ha avvisati dell’accaduto. «Quando siamo arrivati, ci siamo spaventati: c’erano almeno cinquanta persone davanti al negozio, tra forze dell’ordine e residenti accorsi. È sceso fuori l’intero condominio – prosegue Italino Cornetti –. Tutto sommato è andata bene. E noi siamo abituati a ricevere visite sgradite». (am.p.)
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