«Tendiamo alla santità che ci è stata promessa»
Il vescovo al Monumentale ha presieduto la celebrazione per Ognissanti «Ecco perché la festa di oggi è legata alla commemorazione dei defunti»
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REGGIO EMILIA. È stato il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca a presiedere ieri pomeriggio nella cappella del cimitero Monumentale la solenne celebrazione per la festività di Ognissanti di fronte a tantissimi reggiani accorsi a rendere omaggio ai propri defunti.
«Quest’oggi – questo l’inizio dell’omelia – siamo riuniti per celebrare la festa di Tutti i santi. Cosa intendiamo quando ci riferiamo a tutti i santi? Sappiamo che la Chiesa, con l’autorità che le è stata conferita, nel tempo ha sempre individuato e indicato delle persone in cui splendeva in modo esemplare la grazia di Dio. Sono persone che si sono lasciate attraversare dal vento dello Spirito. La loro esistenza è stata pertanto trasfigurata e così hanno tracciato un solco profondo nelle storie di tanti uomini e del mondo. Questi uomini hanno anticipato quell’assimilazione a Dio di cui parla la lettera di Giovanni che abbiamo appena ascoltato e hanno pertanto partecipato degli stessi sentimenti di Dio, della sua preoccupazione, della sua missione: la salvezza delle anime».
«Ma passato, presente e futuro – ha continuato il vescovo – si incontrano di fronte alla santità. Questo non deve stupirci. La santità infatti è propriamente la vita di Dio. E Dio è eternità, cioè il possesso intero e al contempo perfetto di una vita senza fine. Passato, presente e futuro si uniscono perché in fondo, da quando Cristo ha lasciato il seno divino del Padre e si è fatto carne nel ventre di una donna, non c’è più separazione tra cielo e terra, tra vita e morte, tra Dio e uomo. Esiste un continuo scambio di doni, uno sconfinare di un mondo in un altro, un fluire di beni divini e umani, quella che la Chiesa chiama comunione dei santi».
Da qui il legame indissolubile tra la festività di Ognissanti e la commemorazione dei defunti di oggi. «In questa prospettiva – ha sottolineato infatti Camisasca – comprendiamo anche l’accostamento tra la festa di oggi e la commemorazione dei defunti, che sarà celebrata domani (oggi per chi legge, ndr). Se non c’è più divisione tra Dio e uomo, significa che la vita è stata unificata. C’è un’unica esistenza che deve passare attraverso la trasformazione della morte. Ma i cancelli della morte sono stati aperti e la luce è entrata dove prima era solo buio. Tendiamo dunque alla santità che ci è stata promessa. Convertiamo il nostro cuore alle cose di lassù, le uniche che rendono vera la vita ora. I santi non mancheranno di aiutarci nel nostro cammino».
«Quest’oggi – questo l’inizio dell’omelia – siamo riuniti per celebrare la festa di Tutti i santi. Cosa intendiamo quando ci riferiamo a tutti i santi? Sappiamo che la Chiesa, con l’autorità che le è stata conferita, nel tempo ha sempre individuato e indicato delle persone in cui splendeva in modo esemplare la grazia di Dio. Sono persone che si sono lasciate attraversare dal vento dello Spirito. La loro esistenza è stata pertanto trasfigurata e così hanno tracciato un solco profondo nelle storie di tanti uomini e del mondo. Questi uomini hanno anticipato quell’assimilazione a Dio di cui parla la lettera di Giovanni che abbiamo appena ascoltato e hanno pertanto partecipato degli stessi sentimenti di Dio, della sua preoccupazione, della sua missione: la salvezza delle anime».
«Ma passato, presente e futuro – ha continuato il vescovo – si incontrano di fronte alla santità. Questo non deve stupirci. La santità infatti è propriamente la vita di Dio. E Dio è eternità, cioè il possesso intero e al contempo perfetto di una vita senza fine. Passato, presente e futuro si uniscono perché in fondo, da quando Cristo ha lasciato il seno divino del Padre e si è fatto carne nel ventre di una donna, non c’è più separazione tra cielo e terra, tra vita e morte, tra Dio e uomo. Esiste un continuo scambio di doni, uno sconfinare di un mondo in un altro, un fluire di beni divini e umani, quella che la Chiesa chiama comunione dei santi».
Da qui il legame indissolubile tra la festività di Ognissanti e la commemorazione dei defunti di oggi. «In questa prospettiva – ha sottolineato infatti Camisasca – comprendiamo anche l’accostamento tra la festa di oggi e la commemorazione dei defunti, che sarà celebrata domani (oggi per chi legge, ndr). Se non c’è più divisione tra Dio e uomo, significa che la vita è stata unificata. C’è un’unica esistenza che deve passare attraverso la trasformazione della morte. Ma i cancelli della morte sono stati aperti e la luce è entrata dove prima era solo buio. Tendiamo dunque alla santità che ci è stata promessa. Convertiamo il nostro cuore alle cose di lassù, le uniche che rendono vera la vita ora. I santi non mancheranno di aiutarci nel nostro cammino».
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