«All’ex Opg una équipe di 33 specialisti»
Il direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Ausl interviene dopo la visita del Partito Radicale
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REGGIO EMILIA. Gaddomaria Grassi, direttore del Dipartimento di Salute mentale-Dipendenze patologiche dell’Ausl di Reggio Emilia, dopo la visita della delegazione del Partito Radicale all’ex Opg, avvenuta la mattina del primo novembre, interviene per alcune precisazioni su quanto detto dagli esponenti radicali davanti alla struttura di via Settembrini, al termine della visita.
«La Casa Circondariale di via Settembrini, una volta sede dell’Opg – scrive Grassi – ospita oggi due sezioni chiamate Articolazioni per la Tutela della Salute Mentale in carcere (Atsm), in cui sono presenti detenuti con problemi di natura psichiatrica sopraggiunti dopo l’ingresso in carcere o dichiarati parzialmente infermi di mente. Le persone autrici di reato ma prosciolte per totale infermità, sono invece ricoverate in residenze socio-sanitarie esterne alle istituzioni penitenziarie, chiamate Rems».
«In attesa dell’apertura delle Rems di Reggio Emilia – prosegue Grassi – sono attive le Rems di Bologna e Casale Mezzani (Parma) che dispongono complessivamente di 24 posti letto. Le due articolazioni per la Tutela della Salute Mentale in carcere di Reggio Emilia ospitano complessivamente fra le 40 e le 50 persone. La dotazione di personale sanitario è rilevante: infatti vi lavorano 3 medici psichiatri di cui un direttore di Struttura complessa, 4 psicologi, un coordinatore, 2 tecnici della Riabilitazione psichiatrica, 12 infermieri e 10 Operatori socio sanitari. Tutti questi professionisti hanno contratti di lavoro dipendente a tempo pieno (ad eccezione di uno psicologo che ha un contratto libero professionale a 30 ore). La multiprofessionalità dell’équipe permette di garantire sia l’attività clinica che quella riabilitativa, oltre ai rapporti con le interfacce sanitarie e giudiziarie».
«Oltre a questo personale, con specifiche competenze psichiatriche, presta servizio nelle Atsm anche il personale medico del Dipartimento Cure Primarie: medici di guardia, medici con funzione di medicina generale, medici specialisti – aggiunge il direttore del Dipartimento di salute mentale – Stante l’adeguata dotazione di personale sanitario nelle Atsm, una criticità è rappresentata dalla eccessiva concentrazione di persone e dalla loro provenienza anche da regioni lontane. Due condizioni che possono ostacolare i processi terapeutico-riabilitativi e rendere difficile la progettualità e l’inclusione sociale successiva alla scarcerazione. La Atsm di Reggio dovrebbe infatti ospitare solo detenuti provenienti dalle carceri della Regione Emilia Romagna (una decina contro i 44 attualmente presenti) ed è auspicabile che nel prossimo futuro, quando tutte le regioni si doteranno di analoghi servizi, i posti nell’Atsm di Reggio potranno essere dedicati a persone provenienti dalla Regione Emilia Romagna».
«La Casa Circondariale di via Settembrini, una volta sede dell’Opg – scrive Grassi – ospita oggi due sezioni chiamate Articolazioni per la Tutela della Salute Mentale in carcere (Atsm), in cui sono presenti detenuti con problemi di natura psichiatrica sopraggiunti dopo l’ingresso in carcere o dichiarati parzialmente infermi di mente. Le persone autrici di reato ma prosciolte per totale infermità, sono invece ricoverate in residenze socio-sanitarie esterne alle istituzioni penitenziarie, chiamate Rems».
«In attesa dell’apertura delle Rems di Reggio Emilia – prosegue Grassi – sono attive le Rems di Bologna e Casale Mezzani (Parma) che dispongono complessivamente di 24 posti letto. Le due articolazioni per la Tutela della Salute Mentale in carcere di Reggio Emilia ospitano complessivamente fra le 40 e le 50 persone. La dotazione di personale sanitario è rilevante: infatti vi lavorano 3 medici psichiatri di cui un direttore di Struttura complessa, 4 psicologi, un coordinatore, 2 tecnici della Riabilitazione psichiatrica, 12 infermieri e 10 Operatori socio sanitari. Tutti questi professionisti hanno contratti di lavoro dipendente a tempo pieno (ad eccezione di uno psicologo che ha un contratto libero professionale a 30 ore). La multiprofessionalità dell’équipe permette di garantire sia l’attività clinica che quella riabilitativa, oltre ai rapporti con le interfacce sanitarie e giudiziarie».
«Oltre a questo personale, con specifiche competenze psichiatriche, presta servizio nelle Atsm anche il personale medico del Dipartimento Cure Primarie: medici di guardia, medici con funzione di medicina generale, medici specialisti – aggiunge il direttore del Dipartimento di salute mentale – Stante l’adeguata dotazione di personale sanitario nelle Atsm, una criticità è rappresentata dalla eccessiva concentrazione di persone e dalla loro provenienza anche da regioni lontane. Due condizioni che possono ostacolare i processi terapeutico-riabilitativi e rendere difficile la progettualità e l’inclusione sociale successiva alla scarcerazione. La Atsm di Reggio dovrebbe infatti ospitare solo detenuti provenienti dalle carceri della Regione Emilia Romagna (una decina contro i 44 attualmente presenti) ed è auspicabile che nel prossimo futuro, quando tutte le regioni si doteranno di analoghi servizi, i posti nell’Atsm di Reggio potranno essere dedicati a persone provenienti dalla Regione Emilia Romagna».
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