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Bimbo morto dopo il parto Comitati: possibile esposto

Bimbo morto dopo il parto Comitati: possibile esposto

Dopo la chiusura dei punti nascita di Pavullo, Castelnovo e Borgo Val di Taro il tragico epilogo del neonato riaccende l’attenzione e le iniziative di protesta

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CASTELNOVO MONTI. Per molti mesi a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, si è guardato all’attività dei Comitati di Castelnovo Monti per cercare di salvare il punto nascite. La protesta, sull’Appennino modenese, era scattata oggettivamente molto più tardi che a Castelnovo Monti, e anche dopo rispetto a Borgo Val di Taro, nel Parmense. Le tre località sono quelle che poi sono state accomunate dalla chiusura dei rispettivi servizi neonatali a seguito della mancata deroga da parte del ministero.

Ma ora, invece, queste località guardano con attenzione all’attivismo che nella località modenese si è molto rafforzato a seguito della tragedia avvebnuta nei giorni scorsi, quando una gravidanza fisiologica si è conclusa nel peggiore dei modi, con una mamma pavullese trasportata d’urgenza all’ospedale di Sassuolo, dove poi il neonato è morto a seguito di un caso grave di distacco di placenta. Non sono state infatti sufficienti, ai comitati dell’Appennino modenese, le spiegazioni dell’Ausl, che hanno reso noto come la chiamata della famiglia alla centrale operativa del 118 fosse avvenuta alle 5.45 del mattino (mentre l’intervento a Sassuolo per il cesareo fosse avvenuto due ore dopo) abbia portato al salvataggio della mamma, che potrà ancora avere figli – in casi di grave distacco della placenta, non è infrequente dover sottoporre la mamma all’asportazione dell’utero.

La stessa Ausl modenese ha ribadito che, sulla base dei protocolli di emergenza urgenza e di centralizzazione stabiliti dopo il 2015, la donna doveva comunque essere trasferita nel punto più idoneo, ovvero a Sassuolo, e così sarebbe stato anche se il punto nascite di Pavullo fosse stato ancora aperto.

Ora gli stessi comitati starebbero valutando la possibilità di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Modena per avere chiarimenti non soltanto su eventuali responsabilità legate alla morte del bimbo, ma soprattutto per accertare di chi ha deciso le linee guida e i protocolli d’intervento, compresa la scelta di chiudere il punto nascite di Pavullo, dirottando a Sassuolo non soltanto i parti a rischio, ma tutti quelli delle donne del territorio appenninico. Se l’esposto non è ancora certo, ma in fase di valutazione, è invece preannunciata una mobilitazione dei comitati a Pavullo il 19 novembre per manifestare nuovamente il disaccordo sulla chiusura del punto nascite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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