Fantini: «Pronti a legarci tutti a un palo»
Il presidente di Tuttinbici: ma penso che qui non ci sarà un ripensamento sul doppio senso ciclabile
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REGGIO EMILIA. Le ragioni delle due ruote sono difese dalla Federazione italiana amici della bicicletta, che a Reggio comprende lo storico gruppo Tuttinbici. «Nella nostra città – confida il presidente Gianfranco Fantini – non ci sarà un ripensamento sul doppio senso ciclabile all'interno del centro storico. Se si andasse in questa direzione ci legheremmo a un palo per protestare. Le rimostranze di certi automobilisti contro le biciclette non hanno senso. Noi diciamo loro di vedere nel ciclista un alleato che non inquina, migliorando la qualità dell'aria a favore di tutti, che non occupa spazio e aree di sosta. La metà degli automobilisti non percorre più di cinque chilometri. Se almeno una parte di loro passasse alle due ruote si velocizzerebbe il traffico, agevolando anche i mezzi pubblici».
Finora, però, poche città hanno fatto proprio il modello Reggio.
«La nostra città – ammette Fantini – è rimasta isolata. La ragione è da cercare anche nell'impegno finanziario che questo provvedimento richiede. In un primo momento al Comune era bastato collocare cartelli negli ingressi al centro storico per disporre l'eccezione ai sensi vietati. Poi, in seguito al ricorso al Tar, ha dovuto sostituire tutti i cartelli di senso unico, con una spesa considerevole».
Si deve anche alla delibera del 2005 il fatto che il centro storico continui ad essere frequentato da molti ciclisti.
«Ogni anno rileviamo il numero degli ingressi delle biciclette nel centro in occasione della settimana della mobilità. Da circa sei o sette anni riscontriamo una lieve diminuzione, ma il totale continua ad essere superiore alle seimila unità».
Molti cittadini preferiscono viaggiare in auto pensando, in questo modo, di respirare meno aria inquinata.
«È un errore ritenere che il ciclista sia più esposto allo smog. Esiste una letteratura scientifica che sostiene il contrario. Noi l'abbiamo dimostrato insieme allo Studio Alfa mettendo a confronto le misurazioni delle sostanze inquinanti fatte in viale Timavo negli abitacoli di un'auto Diesel e di una a benzina, nonchè sul cestino di una bicicletta». (l.s.)
Finora, però, poche città hanno fatto proprio il modello Reggio.
«La nostra città – ammette Fantini – è rimasta isolata. La ragione è da cercare anche nell'impegno finanziario che questo provvedimento richiede. In un primo momento al Comune era bastato collocare cartelli negli ingressi al centro storico per disporre l'eccezione ai sensi vietati. Poi, in seguito al ricorso al Tar, ha dovuto sostituire tutti i cartelli di senso unico, con una spesa considerevole».
Si deve anche alla delibera del 2005 il fatto che il centro storico continui ad essere frequentato da molti ciclisti.
«Ogni anno rileviamo il numero degli ingressi delle biciclette nel centro in occasione della settimana della mobilità. Da circa sei o sette anni riscontriamo una lieve diminuzione, ma il totale continua ad essere superiore alle seimila unità».
Molti cittadini preferiscono viaggiare in auto pensando, in questo modo, di respirare meno aria inquinata.
«È un errore ritenere che il ciclista sia più esposto allo smog. Esiste una letteratura scientifica che sostiene il contrario. Noi l'abbiamo dimostrato insieme allo Studio Alfa mettendo a confronto le misurazioni delle sostanze inquinanti fatte in viale Timavo negli abitacoli di un'auto Diesel e di una a benzina, nonchè sul cestino di una bicicletta». (l.s.)
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