La Cisl bacchetta Vecchi «Definiamo le priorità»
di Roberto Fontanili
Il segretario generale William Ballotta chiede al sindaco «un patto sul territorio» Il vescovo di Reggio: «Avverto nelle persone ancora molta paura per la crisi»
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REGGIO EMILIA. La Cisl chiede al sindaco di Reggio di battere un colpo. E non è la prima volta che accade che dalla Cisl arrivi la richiesta di sottoscivere un patto per definire le prorità, una sorta di cabina di regia per governare lo sviluppo che veda presenti istituzioni, sindacati, forze economiche e sociali.
«Chiediamo a Luca Vecchi di fare un patto sul territorio» è stata la richiesta secca arrivata nuovamente ieri – sulla stregua di quanto avvenuto a Modena – dal segretario generale dell’Emilia Centrale Cisl William Ballotta, che al Classic Hotel di Reggio ha presentato il bilancio di sostenibilità 2017 (riferito all’anno 2016) dell’organizzazione, che da quasi tre anni ha unito in un’unica articolazione territoriale le province di Reggio e Modena.
Un bilancio sociale, ma anche politico e sindacale, in cui la Cisl oltre a fornire i numeri della propria attività, in una parte del report 2017, ha lasciato agli altri il giudizio sul suo modo di essere e di operare del sindacato. Una parte in cui, ha spiegato il segretario Ballotta, «la Cisl non si guarda allo specchio, non si racconta, ma ascolta e chiede agli altri cosa pensano del sindacato e del suo ruolo per fare rete e dialogare con tutti».
Un esercizio che ha fatto anche ieri chiedendo agli ospiti (tra cui anche i due segretari delle Camere del lavoro di Reggi e Modena) di andare oltre ai complimenti di rito, all’ovvio e alla citazione di dati e cifre che, seppur importanti, non sempre danno la misura del lavoro che la Cisl svolge. La Cisl nei prossimi anni cercherà di farlo, ma la domanda è stata rivolta in particolare agli ospiti della tavola rotonda in programma al pomeriggio. Un confronto tra il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il segretario nazionale Cisl, Piero Ragazzini, il segretario della Cisl regionale Giorgio Graziani e il vescovo di Reggio e Guastalla Massimo Camisasca.
Proprio dal vescovo di Reggio è arrivato più di qualche elemento di riflessione per il sindacato di via Turri, che non ha mai rinnegato la propria ispirazione cattolica. E per prima cosa il vescovo ha affermato di «incontrare raramente la Cisl sul territorio», così come ha sottolineato quella che ha definito «un apparente contraddizione» tra i dati emersi dal report della Cisl che evidenziano una seppur lenta e non lineare ripresa economica, rispetto a quanto gli capita di registrare nel corso delle sue visite pastorali: «Io avverto nelle persone – ha sottolineato – ancora molta paura, che hanno perso i propri punti di riferimento rispetto al passato e al futuro. Almeno a Reggio – ha chiosato Camisasca – riscontro una profonda erosione delle coscienze, una profonda crisi nel popolo che si riconosceva nelle due chiese».
E il riferimento ha aggiunto «è a coloro che si richiamano alla sinistra e a chi al cattolicesimo». Un’analisi da cui è poi partito, per sollecitare la necessità di «ricreare una cultura del lavoro, con un sindacato che sappia coniugare il senso dei diritti con quello dei doveri», invitando a cogliere l’opportunità offerta dalla nuova situazione che si sta creando. Un appello raccolto subito dal segretario Ballotta, che ha sottolineato «di condividere le indicazioni del vescovo».
«Chiediamo a Luca Vecchi di fare un patto sul territorio» è stata la richiesta secca arrivata nuovamente ieri – sulla stregua di quanto avvenuto a Modena – dal segretario generale dell’Emilia Centrale Cisl William Ballotta, che al Classic Hotel di Reggio ha presentato il bilancio di sostenibilità 2017 (riferito all’anno 2016) dell’organizzazione, che da quasi tre anni ha unito in un’unica articolazione territoriale le province di Reggio e Modena.
Un bilancio sociale, ma anche politico e sindacale, in cui la Cisl oltre a fornire i numeri della propria attività, in una parte del report 2017, ha lasciato agli altri il giudizio sul suo modo di essere e di operare del sindacato. Una parte in cui, ha spiegato il segretario Ballotta, «la Cisl non si guarda allo specchio, non si racconta, ma ascolta e chiede agli altri cosa pensano del sindacato e del suo ruolo per fare rete e dialogare con tutti».
Un esercizio che ha fatto anche ieri chiedendo agli ospiti (tra cui anche i due segretari delle Camere del lavoro di Reggi e Modena) di andare oltre ai complimenti di rito, all’ovvio e alla citazione di dati e cifre che, seppur importanti, non sempre danno la misura del lavoro che la Cisl svolge. La Cisl nei prossimi anni cercherà di farlo, ma la domanda è stata rivolta in particolare agli ospiti della tavola rotonda in programma al pomeriggio. Un confronto tra il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il segretario nazionale Cisl, Piero Ragazzini, il segretario della Cisl regionale Giorgio Graziani e il vescovo di Reggio e Guastalla Massimo Camisasca.
Proprio dal vescovo di Reggio è arrivato più di qualche elemento di riflessione per il sindacato di via Turri, che non ha mai rinnegato la propria ispirazione cattolica. E per prima cosa il vescovo ha affermato di «incontrare raramente la Cisl sul territorio», così come ha sottolineato quella che ha definito «un apparente contraddizione» tra i dati emersi dal report della Cisl che evidenziano una seppur lenta e non lineare ripresa economica, rispetto a quanto gli capita di registrare nel corso delle sue visite pastorali: «Io avverto nelle persone – ha sottolineato – ancora molta paura, che hanno perso i propri punti di riferimento rispetto al passato e al futuro. Almeno a Reggio – ha chiosato Camisasca – riscontro una profonda erosione delle coscienze, una profonda crisi nel popolo che si riconosceva nelle due chiese».
E il riferimento ha aggiunto «è a coloro che si richiamano alla sinistra e a chi al cattolicesimo». Un’analisi da cui è poi partito, per sollecitare la necessità di «ricreare una cultura del lavoro, con un sindacato che sappia coniugare il senso dei diritti con quello dei doveri», invitando a cogliere l’opportunità offerta dalla nuova situazione che si sta creando. Un appello raccolto subito dal segretario Ballotta, che ha sottolineato «di condividere le indicazioni del vescovo».
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