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Case popolari Dieci famiglie a rischio sfratto

Case popolari Dieci famiglie a rischio sfratto

REGGIO EMILIA. Sono una cinquantina le famiglie a rischio di sfratto dalle case popolari in base delle nuove norme emanate della Regione e in vigore dal 1° ottobre, che prevedono, per aver diritto a...

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REGGIO EMILIA. Sono una cinquantina le famiglie a rischio di sfratto dalle case popolari in base delle nuove norme emanate della Regione e in vigore dal 1° ottobre, che prevedono, per aver diritto a un alloggio pubblico, un’Isee di 24mila euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 49mila euro. «È un numero di casi limitato – commenta l’assessore al Welfare Matteo Sassi – rispetto ai circa 2.200 assegnatari di case popolari, ma che conferma un attento controllo e monitoraggio». In realtà i nuclei che dovranno lasciare entro un anno la propria abitazione, si ridurranno drasticamente a setto, otto casi sparsi in modo casuale tra gli immobili pubblici Erp del comune. «Si passerà da 50 a questi pochi casi – spiega Sassi – in quanto il Comune ha approvato una serie di clausole di salvaguardia e di mitigazione che prevedono che questi limiti non valgano per i nuclei familiari dove sono presenti over 65, disabili, invalidi e minori. Una sospensione che perdura fino a quando sussistono quelle esenzioni». In questo caso, ed è quello che accadrà a oltre 40 nuclei familiari, viene sospesa la procedura di sfratto. «Per gli altri – aggiunge l’assessore – ci sarà un accompagnamento da parte del Comune, compreso l’utilizzo di appartamenti del progetto Abitare solidale». Potrebbe accadere che entro il periodo assegnato per lasciare l’alloggio, la decadenza si interrompa o si estingua ad esempio per una riduzione del reddito familiare. «Questa operazione voluta dalla Regione – conclude Matteo Sassi – dimostra che negli alloggi pubblici risiedono famiglie e persone con redditi medio bassi, sfatando il luogo comune che nelle case popolari abitano dei furbetti. La situazione è costantemente monitorata per garantire un corretto mix sociale ed evitare che gli alloggi pubblici diventino dei ghetti».

Un’ulteriore garanzia per gli 800-900 nuclei familiari in graduatoria per un’alloggio popolare e che per ottenerlo devono rispondere a precisi requisiti. (r.f.)

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