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Perseguita i vicini lanciando escrementi

di Tiziano Soresina
Perseguita i vicini lanciando escrementi

Albinea, il calvario di una giovane coppia, ma la stalker fa leva in aula su una nuova norma: risarcisce e il gup Ghini estingue il reato

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ALBINEA. Una giovane coppia che si sente perseguitata dalla vicina di casa e sarà costretta a denunciarla, gli inevitabili strascichi giudiziari che in tribunale a Reggio si sono risolti – di recente – con un colpo di scena dettato da una nuova norma applicata dal giudice, il processo che però andrà avanti perché la procura ha impugnato la sentenza.

Una storia piena di sorprese non solo in punta di diritto, perché a tutt’oggi i due coniugi non sanno darsi una spiegazione sul perché siano stati presi di mira dalla professionista 59enne che abita di fianco a loro. Per il pm Maria Rita Pantani – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – si tratta di evidenti atti persecutori: lanci di escrementi di animali contro il muro della casa dei coniugi, l’auto parcheggiata dalla vicina davanti all’abitazione della coppia per impedire o rendere difficoltoso l’ingresso, le urla offensive della professionista ad entrambi i suoi bersagli: «Siete delle merde, chi vi credete di essere... non siete nessuno ... se sei cretino non è colpa di nessuno».

Dispetti, parolacce, molestie che pian piano riempiono d’ansia la famiglia, specie la moglie poco più che trentenne con addosso le paure di chi teme per la propria incolumità, anche perché si ritrova incinta ad affrontare una situazione allo stesso tempo misteriosa e inquietante. Non serve cambiare abitudini di vita, le persecuzioni proseguono e fra il marzo e l’ottobre 2103 non c’è pace per la coppia che prende qualche precauzione, oltre a denunciare la vicina di casa.

Atti persecutori che non sfuggono alle telecamere di videosorveglianza e l’inchiesta si incammina verso la chiusura, con la vicina di casa (che si avvale della facoltà di non rispondere in fase di indagini) sul banco degli accusati.

Una vicenda giudiziaria che pare incamminarsi verso il patteggiamento, ma in udienza preliminare l’avvocato difensore Bruno Rocchetti cambia strategia e propone un risarcimento alla famiglia costituitasi parte civile tramite l’avvocato Maria Luigia Marceddu.

La difesa fa riferimento al nuovo articolo del codice penale (162 ter) introdotto dalla recente riforma penale in cui viene prevista l’estinzione del reato per condotte riparatorie. Il gup Giovanni Ghini ritiene con quella somma il danno risarcito ed estingue il reato. «A parte che il risarcimento non è congruo – si limita a dire l’avvocato di parte civile Marceddu – non vi sono gli estremi per applicare questa norma».

Dello stesso parere è il pm Pantani che impugna la sentenza, facendo leva su un passaggio della nuova norma, cioè che siano eliminate le conseguenze dannose o pericolose del reato. Per il magistrato inquirente gli atti persecutori sono proseguiti e si fa riferimento sia ad offese rivolte alla famiglia nel giugno scorso, sia ad un dispetto ben specifico (una griglia di scolo ostruita).

Ora il caso approda in Appello a Bologna, con tempi sicuramente non brevi.

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