Un’alleanza per rilanciare le aziende della montagna
Dieci latterie e 27 aziende agricole fanno “rete” con investimenti per 8 milioni L’obiettivo del progetto è innalzare i redditi dei produttori e far fronte ai costi
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. La montagna reggiana punta al rilancio e promuove uno dei più importanti progetti di filiera dell’agroalimentare previsti nella nostra regione.
È nata infatti una rete di imprese che accomuna 10 latterie sociali, 27 aziende agricole e un’azienda che confeziona il Parmigiano Reggiano. Di fatto è stata creata un’unione di intenti che parte dai campi di coltivazione del foraggio, prosegue nei luoghi in cui si svolgono la lavorazione del latte, la porzionatura e la stagionatura del formaggio, dando così una precisa identità a quello che fino ad oggi è stato semplicemente indicato come il “formaggio di montagna”. A questi operatori dovrebbe presto aggiungersi una grande realtà del consumo, completando in tal modo il cammino che si snoda dai campi fino alle tavole dei consumatori.
Per dare un’idea delle dimensioni del progetto che viene promosso e sarà coordinato da Confcooperative e Legacoop, basti pensare che sono previsti 8 milioni di euro di investimenti. A giorni la presentazione nella sede della Regione Emilia Romagna, dal momento che l’iniziativa è inserita nel Piano di sviluppo rurale che si articola negli anni dal 2014 al 2020.
Sono coinvolte nell’iniziativa le latterie reggiane di Quara, Cavola, Casale di Bismantova, San Pietro di Valestra, San Giorgio di Cortogno, Garfagnolo, Del Parco, Cagnola, Fornacione che da sole rappresentano il 60% del latte lavorato nella montagna reggiana. Si sono associati anche un caseificio parmense (il Val d’Enza) e uno modenese (Valle del Dolo). Delle 27 aziende agricole che partecipano, 23 sono reggiane, una modenese e tre parmensi.
Matteo Caramaschi, presidente dell’Alleanza Cooperative Italiane della nostra provincia, parla di un risultato straordinario, che salda e concretizza alleanze strategiche fra le imprese di un territorio che avverte uno straordinario bisogno di legami per innalzare i redditi dei produttori e far fronte ai costi di produzione sempre più elevati. «Questi investimenti – osserva – assumono un tratto particolare in un territorio che lega alla zootecnia il 77% del valore prodotto e che si concentra nella monocoltura del Parmigiano Reggiano che ha segnato e segna l’economia, la storia, la cultura delle comunità e delle persone». «Energie – aggiunge Martino Dolci presidente del Consorzio del Crinale – che per 3,35 milioni finiranno all’interno delle aziende agricole e saranno impiegati nella qualificazione delle stalle, coltivazione, raccolta e gestione del foraggio».
Altri 4,5 milioni serviranno ai caseifici per migliorare le sale di lavorazione del latte, i magazzini, i punti vendita qualificando così la produzione ma anche la relazione diretta con i consumatori. Per finire con 200 milioni destinati alla ricerca e all’innovazione per migliorare il foraggio che nell’area interessata valgono quasi 18 milioni di euro. La montagna reggiana cerca dunque una precisa identità saldando l’impegno di contadini, allevatori, casari e venditori del nostro fantastico formaggio. (l.v.)
È nata infatti una rete di imprese che accomuna 10 latterie sociali, 27 aziende agricole e un’azienda che confeziona il Parmigiano Reggiano. Di fatto è stata creata un’unione di intenti che parte dai campi di coltivazione del foraggio, prosegue nei luoghi in cui si svolgono la lavorazione del latte, la porzionatura e la stagionatura del formaggio, dando così una precisa identità a quello che fino ad oggi è stato semplicemente indicato come il “formaggio di montagna”. A questi operatori dovrebbe presto aggiungersi una grande realtà del consumo, completando in tal modo il cammino che si snoda dai campi fino alle tavole dei consumatori.
Per dare un’idea delle dimensioni del progetto che viene promosso e sarà coordinato da Confcooperative e Legacoop, basti pensare che sono previsti 8 milioni di euro di investimenti. A giorni la presentazione nella sede della Regione Emilia Romagna, dal momento che l’iniziativa è inserita nel Piano di sviluppo rurale che si articola negli anni dal 2014 al 2020.
Sono coinvolte nell’iniziativa le latterie reggiane di Quara, Cavola, Casale di Bismantova, San Pietro di Valestra, San Giorgio di Cortogno, Garfagnolo, Del Parco, Cagnola, Fornacione che da sole rappresentano il 60% del latte lavorato nella montagna reggiana. Si sono associati anche un caseificio parmense (il Val d’Enza) e uno modenese (Valle del Dolo). Delle 27 aziende agricole che partecipano, 23 sono reggiane, una modenese e tre parmensi.
Matteo Caramaschi, presidente dell’Alleanza Cooperative Italiane della nostra provincia, parla di un risultato straordinario, che salda e concretizza alleanze strategiche fra le imprese di un territorio che avverte uno straordinario bisogno di legami per innalzare i redditi dei produttori e far fronte ai costi di produzione sempre più elevati. «Questi investimenti – osserva – assumono un tratto particolare in un territorio che lega alla zootecnia il 77% del valore prodotto e che si concentra nella monocoltura del Parmigiano Reggiano che ha segnato e segna l’economia, la storia, la cultura delle comunità e delle persone». «Energie – aggiunge Martino Dolci presidente del Consorzio del Crinale – che per 3,35 milioni finiranno all’interno delle aziende agricole e saranno impiegati nella qualificazione delle stalle, coltivazione, raccolta e gestione del foraggio».
Altri 4,5 milioni serviranno ai caseifici per migliorare le sale di lavorazione del latte, i magazzini, i punti vendita qualificando così la produzione ma anche la relazione diretta con i consumatori. Per finire con 200 milioni destinati alla ricerca e all’innovazione per migliorare il foraggio che nell’area interessata valgono quasi 18 milioni di euro. La montagna reggiana cerca dunque una precisa identità saldando l’impegno di contadini, allevatori, casari e venditori del nostro fantastico formaggio. (l.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google