Gazzetta di Reggio

Reggio

I nuovi pilomat dividono i reggiani

di Leonardo Grilli
I nuovi pilomat dividono i reggiani

Fa discutere l’ulteriore pedonalizzazione del centro storico: commercianti e residenti su fronti opposti

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REGGIO EMILIA. Odio o amore. I reggiani non conoscono mezze misure, nemmeno quando si tratta di parlare di mobilità. Sentimenti forti per una questione – quella dei nuovi pilomat – che ha suscitato e suscita tutt’ora polemiche infinite.

Dalle sale del municipio ai bar della città, questa è una delle tematiche capace di scaldare gli animi nonostante il freddo invernale. Così, per capire meglio quale sia l’umore dei cittadini, siamo andati in giro per le vie del centro a chiedere direttamente a loro cosa pensino dei nove dissuasori che presto accompagneranno la nostra quotidianità.

E, in un sabato piuttosto affollato nonostante l’umidità, è emersa una città spaccata in due. La separazione si nota soprattutto fra commercianti e residenti. Due categorie che hanno interessi e priorità talvolta divergenti. I primi sono preoccupati per le loro attività, soprattutto chi ha necessità di raggiungere le vie centrali di Reggio con furgoni o auto. I secondi, al contrario, spesso sono contenti di trovare le proprie strade meno trafficate, a patto ovviamente di avere da subito il famoso telecomando per poter superare i pilomat.

«Abito in centro da anni – racconta, mentre porta a spasso suo figlio, Fabrizio Montanari – ci sono volte in cui fra i mezzi parcheggiati in doppia fila e la puzza dei gas di scarico di qualche furgone, che mi meraviglio di come abbia potuto passare la revisione, non si respira. E i dati sull’inquinamento dell’aria dimostrano che la situazione sta diventando ingestibile. Di cos’altro abbiamo bisogno per capire che tutti noi, nessuno escluso, dobbiamo modificare le nostre abitudini? Reggio è una città piccola, ci si può benissimo spostare a piedi o in bici».

Un tema, quello delle biciclette, che trova il favore anche di Maria Paola Cocci: «Abito in provincia ma vengo spesso in centro a Reggio per i miei familiari. Parcheggio l’auto fuori dalla circonvallazione, prendo la mia bici che lascio legata nelle rastrelliere e mi sposto così. Come lo faccio io, che ho 74 anni, penso possano farlo anche gli altri. I commercianti? Si lamentano spesso, facevo così anche io quando avevo un negozio. Ma a volte non sappiamo guardare al di là del nostro naso, manchiamo di lungimiranza. Io sono convinta che un centro pedonale faccia bene anche al commercio».

Come Fabrizio e Maria Paola la pensano altre sei persone fra la ventina di passanti che abbiamo intervistato.

C’è chi, correndo indietro con la memoria e facendo volare la nostalgia, si ricorda di quando «questi problemi non c’erano e davvero il mezzo più usato era la bicicletta. Oggi abbiamo più chilometri di piste che ciclisti». Altri, invece, la prendono più con ironia: «Al massimo farò qualche passo a piedi che male non mi fa, vista la mia evidente pancia».

Chi non riesce a prenderla troppo sul ridere, stando ai commenti che abbiamo raccolto, sono però i commercianti. «Sono il titolare di un noto negozio qui in centro – ci spiega un signore che, faccia torva, preferisce restare anonimo – e sono preoccupato. Capita spesso che per lavoro i miei furgoni debbano raggiungere quelle zone che da gennaio saranno delimitate dai pilomat. E dopo mille riunioni non siamo ancora riusciti a capire che soluzioni l’amministrazione ci proponga. I residenti avranno i telecomandi, bene, ma noi? Non è dato sapere».

Sempre sui telecomandi c’è poi chi ricorda quando, dieci anni fa, entrarono in funzione quattro dissuasori in centro.

E ci furono non pochi problemi: «Anche allora – spiega Sandro Zambelli – avevano promesso i telecomandi ma molti arrivarono in ritardo, erano pochi o non funzionavano. Spero che la stessa cosa non accada anche adesso: chi gestisce un’attività commerciale non si può permettere ritardi o disguidi che si aggiungono alle difficoltà economiche già elevate. Guardate quanti negozi chiudono o fuggono dal centro, mi auguro davvero che questa pedonalizzazione non contribuisca a incentivare questo fenomeno».

Una città spaccata su una tematica che si dimostra molto sentita. I cambiamenti alla mobilità – così come la sicurezza – toccano direttamente la quotidianità delle persone e suscitano pareri e opinioni fortemente legate agli interessi personali di ognuno di noi.

Anche di chi, mentre stiamo intervistando una donna, ci ferma e, evidentemente alticcio, ci dice: «Speriamo ne mettano altri, così so dove poggiare la birra». Una battuta. O almeno, così ci auguriamo.

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