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L’Asp Sartori cerca di fare cassa All’asta terreni per due milioni

L’Asp Sartori cerca di fare cassa All’asta terreni per due milioni

San Polo, gli allevatori che producono Parmigiano Reggiano sono interessati ai campi agricoli Metà degli introiti servirà per il restyling della struttura sanitaria, il resto per sanare i debiti

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SAN POLO . L’Asp Sartori fa cassa. E prosegue nell’alienazione di beni immobili e mobili con l’intento dichiarato, se tutto filerà liscio – vale a dire se tutti i cespiti in vendita saranno piazzati – di incassare due milioni di euro entro l’anno.

Liquidi che saranno utilizzati per metà per gli investimenti sulla struttura sanitaria per anziani e l’altra metà per sanare, almeno in parte, il buco da milioni di euro che nel 2015 fece rischiare il default.

Venerdì scorso si è conclusa la presentazione delle offerte per la seconda asta pubblica, tramite l’Unione Val d’Enza, riguardante l’Asp con sede in via Alcide De Gasperi. Suddivisi in nove lotti, in palio, per l’offerta più vantaggiosa rispetto al prezzo base, c’erano dei terreni: cinque appezzamenti in via Tugurio (prezzo base 80mila euro, 130mila euro, 65mila euro, 58mila euro, 84mila euro), in via Stradelle Bianche (250mila euro), in via Rebignana (56mila euro), via Sessanta (92mila euro) e zona Ambrogine (14mila euro).

In realtà si è trattato del secondo round di un’asta andata deserta tre mesi fa, mentre in precedenza in una prima asta era stato proposto sul mercato un gruppo di sei appartamenti a San Polo e due lotti di terreno edificabile di fronte a Villa Marinelli.

Sull’esito di quest’ultima gara il presidente dell’Asp (da meno di un anno, e con il compito di risanare i conti) Azzio Castagnetti non si sbilancia: «Ogni asta si ripete in media tre volte, due con l’Unione e una terza con manifestazione d’interesse nostro: e solo a quel punto abbiamo la possibilità di andare a trattativa privata – afferma il presidente –. Sul venduto preferisco non esprimermi per correttezza finché non andremo a rogito. Quello che posso dire è che, più che l’edificabile, finora sono stati ambìti i terreni agricoli: gli acquirenti sono per lo più allevatori e produttori di Parmigiano-Reggiano».

Più dell’edilizia, potè l’agroalimentare, nella culla del Parmigiano Reggiano. Alienando il suo tesoretto patrimoniale, l’Asp conta di ricavare appunto due milioni di euro.

I quattrini ricavati da queste vendite, secondo Castagnetti, verranno utilizzati «in gran parte per il riammodernamento dell’Asp, cui contribuirà la Regione, e per gli investimenti previsti l’anno prossimo: ricaveremo delle camere ammodernare (erano state costruite nel ’56 e sono piene di gradini, il che non è ammissibile con utenti per il 90% in carrozzella), realizzeremo quattro mini appartamenti per coppie autosufficienti e altre quattro camere di cui due con angolo cottura».

Almeno un milione, invece, dovrà andare a ripianare la voragine finanziaria. «Copriremo una parte dei debiti che ci derivano dalle gestioni degli anni passati – prosegue Castagnetti –. Tutto questo ha l’obiettivo di risanare l’Asp: il debito consolidato è notevole e queste vendite aiuteranno a riportarlo a livelli accettabili, per arrivare al pareggio di bilancio». A dimostrazione che il tanto sventolato pareggio di bilancio, annunciato dall’Unione Val d’Enza nel 2016, è ancora una chimera.

Il presidente ci tiene a sottolineare che “l’aria è cambiata al Sartori, che non è solo Asp ma anche Villa Diamante, sei centri diurni e assistenza domiciliare per 1.300 anziani. A fine novembre nella sala polivalente di Pontenovo organizzeremo un incontro aperto alla cittadinanza dove illustreremo gli sviluppi futuri dell’Asp e ci saranno novità». (am.p)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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