«L’unità rispetti le autonomie»
di Enrico Lorenzo Tidona
Giornata delle Forze armate, il presidente Manghi: «Legittima la richiesta delle Regioni più virtuose»
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REGGIO EMILIA. Mentre in Spagna i giudici spedivano il mandato di arresto europeo contro il presidente separatista catalano Carles Puigdemont e i quattro ministri che lo accompagnano a Bruxelles, a Reggio Emilia - come nel resto d’Italia - si celebravano l’unità nazionale e i suoi custodi: le Forze armate. Una commemorazione sentita, avvenuta in una giornata uggiosa colorata dai pennacchi dei gonfaloni e rischiarata dalle note squillanti intonate dalla banda di Felina, che ha riportato ieri mattina in piazza Martiri del 7 Luglio e in piazza della Vittoria i rappresentanti militari. Una parata celebrata il 4 novembre che anche a Reggio Emilia ha scandito la “Giornata dell’unità nazionale e delle Forze armate”. Dopo la messa nella basilica della Ghiara e oltre alla lettura dei messaggi del presidente della Repubblica e del ministro della Difesa, sono saliti sul palco gli studenti reggiani che hanno letto brani dedicati al ricordo. Tra questi “Un anno sull’Altipiano”, il celebre libro di memorie di Emilio Lussu, opera che mise allo scoperto l’insensatezza dalle guerre raccontando il fronte della Prima Guerra Mondiale sull’altopiano di Asiago.
«Lo scorrere delle ricorrenze temporali ci consegna nell’anno 2017, come ampiamente evidenziato dall’informazione e dalla pubblicistica, i 100 anni dalla drammatica battaglia di Caporetto» ha ricordato il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi dal palco.
«La memoria di quanto accadde un secolo fa deve, infatti, coniugarsi alla capacità di indirizzare lo sguardo e il pensiero all’attualità e alla contemporaneità di un mondo che registra ancora non pochi conflitti e vede negati i più elementari diritti civili a tanti, troppi popoli - ha proseguito Manghi - Né possiamo non evocare la guerra non convenzionale, ma egualmente violenta e dolorosa, messa in atto dal terrorismo islamico o l’inquietante escalation nella crisi dei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord». Il terrorismo è infatti la nuova frontiera sul piano della sicurezza, anche a livello locale e i rapporti tesi tra nazioni non favoriscono certo la quiete di una città connessa - anche per motivi economici - con il resto del mondo. Manghi guarda con favore a «un’Unione europea della sicurezza e della difesa». Un’Europa unita nell’unità nazionale, messa però «in discussione in Spagna mediante la vicenda separatista inerente la Catalogna, ma che va assolutamente preservata qui in Italia». Il presidente della Provincia non polemizza però sulla «recente iniziativa della Regione Emilia-Romagna, che unitamente ai referendum tenutisi in Lombardia e Veneto, ha riproposto nelle ultime settimane la legittima richiesta di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia dei territori» perché «è tempo che in questo Paese le Regioni virtuose vengano premiate con maggiori risorse per poter meglio assicurare equità e crescita alle comunità e rendere ancora più funzionali, ma soprattutto credibili, gli enti locali». Durante la commemorazione e alla presenza dei vertici militari e civili della città è stata deposta una corona al monumento ai Caduti.
«Lo scorrere delle ricorrenze temporali ci consegna nell’anno 2017, come ampiamente evidenziato dall’informazione e dalla pubblicistica, i 100 anni dalla drammatica battaglia di Caporetto» ha ricordato il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi dal palco.
«La memoria di quanto accadde un secolo fa deve, infatti, coniugarsi alla capacità di indirizzare lo sguardo e il pensiero all’attualità e alla contemporaneità di un mondo che registra ancora non pochi conflitti e vede negati i più elementari diritti civili a tanti, troppi popoli - ha proseguito Manghi - Né possiamo non evocare la guerra non convenzionale, ma egualmente violenta e dolorosa, messa in atto dal terrorismo islamico o l’inquietante escalation nella crisi dei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord». Il terrorismo è infatti la nuova frontiera sul piano della sicurezza, anche a livello locale e i rapporti tesi tra nazioni non favoriscono certo la quiete di una città connessa - anche per motivi economici - con il resto del mondo. Manghi guarda con favore a «un’Unione europea della sicurezza e della difesa». Un’Europa unita nell’unità nazionale, messa però «in discussione in Spagna mediante la vicenda separatista inerente la Catalogna, ma che va assolutamente preservata qui in Italia». Il presidente della Provincia non polemizza però sulla «recente iniziativa della Regione Emilia-Romagna, che unitamente ai referendum tenutisi in Lombardia e Veneto, ha riproposto nelle ultime settimane la legittima richiesta di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia dei territori» perché «è tempo che in questo Paese le Regioni virtuose vengano premiate con maggiori risorse per poter meglio assicurare equità e crescita alle comunità e rendere ancora più funzionali, ma soprattutto credibili, gli enti locali». Durante la commemorazione e alla presenza dei vertici militari e civili della città è stata deposta una corona al monumento ai Caduti.
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