Gazzetta di Reggio

Reggio

«Piango la morte dell’amico del mio cuore»

«Piango la morte dell’amico del mio cuore»

GUASTALLA. «È morto l’amico del mio cuore. Ho un nodo alla gola perciò scusate se le mie parole non saranno quelle che dovrebbero essere in un momento triste come questo». Così Giuseppe Amadei ha...

1 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. «È morto l’amico del mio cuore. Ho un nodo alla gola perciò scusate se le mie parole non saranno quelle che dovrebbero essere in un momento triste come questo». Così Giuseppe Amadei ha cominciato il suo elogio funebre a don Ambrogio Morani, durante i funerali tenuti nel Duomo di Guastalla.

«Ci siamo sentiti per anni, due volte al giorno, al mattino alle 11 e il pomeriggio alle 18, in qualsiasi parte del mondo io fossi, dovunque egli si trovasse, sempre, immancabilmente ci dovevamo sentire – ha rivelato Amadei –. La stima, l’affetto, l’amicizia, la riconoscenza per lui sono senza limiti. A prima vista così esile, piccolo, magro, sembrava un bravo e impegnato pretino di campagna, anzi di montagna, essendo nato a Casina. In lui c’era invece il sacerdote colto, intelligente, latinista. Quando non trovava subito la parola in italiano, me la diceva in latino. Un sacerdote pieno di entusiasmo. Puro e battagliero. Alla mia età sento il rumore della vita che passa. Se ci riuscirò ad arrivarci tra qualche mese compirò 99 anni. Tuttavia, caro amico fraterno, addio ma presto ci rivederemo».

Il vescovo Caprioli ha rivolto un particolare saluto ad Amadei e alcuni partenti di don Morani. Seduti tra i primi banchi del duomo anche gli assessori Gloria Negri e Chiara Lanzoni. Presente anche Roberto Bertazzoni, titolare della Smeg. (m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google