Trovato il covo della banda della Volvo
di Ambra Prati
I carabinieri seguono un’auto sospetta: due ladri fuggono ma in via Bergamina viene trovata refurtiva per 100mila euro
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GATTATICO. Il buio squarciato dalle torce dei carabinieri, che controllano se tra l’erba sia caduto qualcosa, ben sette pattuglie dell’Arma e il maggiore Luigi Regni della Compagnia di Guastalla con al collo il visore notturno, a scandagliare un campo verso l’Enza, che termina con una fila di alberi in lontananza: il punto dove sono spariti i ladri. Finiti i concitati minuti di inseguimento, è questa la scena che ci si è trovati di fronte in via Bergamina a Taneto di Gattatico, dove per un soffio la cosiddetta banda della Volvo è sfuggita agli uomini dell’Arma, che sono riusciti però a mettere parecchio sale sulla coda ai malviventi e a recuperare una parte di un ben più ingente bottino.
Via Bergamina è una stretta stradina di campagna laterale allo stradone che dall’incrocio principale da Taneto porta a Gattatico. Lì, dopo pochi metri di curve in mezzo ai campi, si trova un casolare abbandonato, con accanto il fienile diroccato, una porzione di muro e una casupola in lamiera: tutti edifici pericolanti, a rischio crollo, di proprietà di un reggiano risultato del tutto estraneo alla vicenda.
Da tempo i carabinieri tenevano d’occhio quella zona, dove i residenti avevano notato uno strano viavai. Martedì sera una pattuglia della stazione di Gattatico ha intercettato e seguito un’auto sospetta: una Volvo. L’automobile si è fermata all’ingresso del casolare facendo scendere due individui, entrati nel casolare, per poi proseguire. Quando sono usciti, i carabinieri hanno dato l’alt agli e i due si sono messi a correre. Pochi metri dopo la casa colonica, nel punto dove termina il fienile e inizia il campo, si è verificata una colluttazione: un militare è riuscito ad afferrare uno dei fuggitivi per qualche secondo, finché il malvivente è riuscito a divincolarsi. Sul posto è rimasta la giacca dello sconosciuto, ovviamente sequestrata e futuro oggetto di analisi scientifiche. Così come sarà inviato al Ris di Parma un rotolo di nastro adesivo per pacchi, rinvenuto tra l’erba, con le impronte digitali dei fuggitivi.
Quanto è seguito, è la prassi che scatta in questi casi: il confluire sul posto di parecchi rinforzi, compreso il Nucleo Radiomobile di Reggio, lo scandagliare il terreno in cerca di tracce, le gazzelle che hanno proseguito (invano) a battere l’area in cerca della Volvo.
Quindi la verifica del casolare e la scoperta più interessante: in una stanza al pianterreno erano accatastati una ventina di scatoloni pieni e altrettanti vuoti. All’interno degli scatoloni c’era un’enorme quantità di merce rubata: migliaia di capi d’abbigliamento per bimbo di marca Armani e Ralph Lauren, centinaia di accessori per biciclette di pregio, in titanio e carbonio, e numerosa attrezzature edile. Il tutto per un valore stimato di circa 100mila euro.
Il casolare diroccato era il magazzino e deposito (probabilmente non l’unico) della banda della Volvo. A Taneto la refurtiva accumulata nei colpi veniva stoccata in attesa di passare ai ricettatori.
Da questo punto di vista, via Bergamina era un posto ideale: già di per sè isolato e lontano da occhi indiscreti, per tenere lontani eventuali curiosi i malviventi avevano messo anche un paletto con la catena.
Allo stesso tempo la stradina è vicina in linea d’aria all’Enza e a pochi minuti dalla via Emilia e dal casello autostradale, ossia da una rapida via di fuga.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Via Bergamina è una stretta stradina di campagna laterale allo stradone che dall’incrocio principale da Taneto porta a Gattatico. Lì, dopo pochi metri di curve in mezzo ai campi, si trova un casolare abbandonato, con accanto il fienile diroccato, una porzione di muro e una casupola in lamiera: tutti edifici pericolanti, a rischio crollo, di proprietà di un reggiano risultato del tutto estraneo alla vicenda.
Da tempo i carabinieri tenevano d’occhio quella zona, dove i residenti avevano notato uno strano viavai. Martedì sera una pattuglia della stazione di Gattatico ha intercettato e seguito un’auto sospetta: una Volvo. L’automobile si è fermata all’ingresso del casolare facendo scendere due individui, entrati nel casolare, per poi proseguire. Quando sono usciti, i carabinieri hanno dato l’alt agli e i due si sono messi a correre. Pochi metri dopo la casa colonica, nel punto dove termina il fienile e inizia il campo, si è verificata una colluttazione: un militare è riuscito ad afferrare uno dei fuggitivi per qualche secondo, finché il malvivente è riuscito a divincolarsi. Sul posto è rimasta la giacca dello sconosciuto, ovviamente sequestrata e futuro oggetto di analisi scientifiche. Così come sarà inviato al Ris di Parma un rotolo di nastro adesivo per pacchi, rinvenuto tra l’erba, con le impronte digitali dei fuggitivi.
Quanto è seguito, è la prassi che scatta in questi casi: il confluire sul posto di parecchi rinforzi, compreso il Nucleo Radiomobile di Reggio, lo scandagliare il terreno in cerca di tracce, le gazzelle che hanno proseguito (invano) a battere l’area in cerca della Volvo.
Quindi la verifica del casolare e la scoperta più interessante: in una stanza al pianterreno erano accatastati una ventina di scatoloni pieni e altrettanti vuoti. All’interno degli scatoloni c’era un’enorme quantità di merce rubata: migliaia di capi d’abbigliamento per bimbo di marca Armani e Ralph Lauren, centinaia di accessori per biciclette di pregio, in titanio e carbonio, e numerosa attrezzature edile. Il tutto per un valore stimato di circa 100mila euro.
Il casolare diroccato era il magazzino e deposito (probabilmente non l’unico) della banda della Volvo. A Taneto la refurtiva accumulata nei colpi veniva stoccata in attesa di passare ai ricettatori.
Da questo punto di vista, via Bergamina era un posto ideale: già di per sè isolato e lontano da occhi indiscreti, per tenere lontani eventuali curiosi i malviventi avevano messo anche un paletto con la catena.
Allo stesso tempo la stradina è vicina in linea d’aria all’Enza e a pochi minuti dalla via Emilia e dal casello autostradale, ossia da una rapida via di fuga.
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