Ruspe in via Luxemburg la protesta non si ferma
Nel parchetto di via Telesio la lezione a cielo aperto organizzata da Arsave «No al megastore Conad ma anche no al nuovo mostro-market di Ospizio»
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REGGIO EMILIA. Continuano le proteste “contro lo scempio che si sta perpetrando nell’area di via Luxemburg, ridotta ormai a un orribile cantiere dove le ruspe avanzano inesorabili”. Sabato mattina, nel parchetto Talesio in prossimità del cantiere, Arsave-Laboratorio per la città che vogliamo ha organizzato un’assemblea pubblica en plain air finalizzata a dare continuità alla mobilitazione.
L’iniziativa si è concretizzata in una lezione popolare a cielo aperto sulle problematiche legate all’ambiente e all’esercizio del diritto di cittadinanza con bambine e bambini, genitori, esperti, docenti e persone a vario titolo coinvolte. «Un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva e partecipazione – si legge nella nota di Arsave – di fronte a un’amministrazione che sempre più esclude la comunità cittadina dalla presa di decisione sulle questioni vitali riguardanti il futuro del territorio e preferisce assumere decisioni utili ai potentati economici locali, anteponendo i loro interessi a quelli delle cittadine e dei cittadini». Un flash mob finale con biciclettata intorno alla rotatoria di via Croce ha posto l’attenzione sui problemi dell’inquinamento e delle conseguenze della cementificazione e dell’incremento del traffico sulla qualità della vita e sulla salute delle persone. «L’espansione edilizia speculativa di via Luxemburg – sottolinea Arsave – autorizzata in modo irresponsabile dal Comune nonostante l’impegno propagandato di contenere il consumo di suolo, in assoluto spregio della mozione popolare presentata in Consiglio comunale (che ha raccolto ben un migliaio di firme), è diventata il simbolo della resistenza ai poteri forti... Trenta mila metri quadrati di area attualmente agricola non urbanizzata e priva di infrastrutture, con un’importantissima funzione ecologica per la qualità dell’aria e per la tutela del paesaggio, stanno per essere divorati da un megastore Conad e da un parcheggio scambiatore che sorgeranno a poche centinaia di metri dal Conad di via Che Guevara, a un paio di chilometri in linea d’aria dall’Ipercoop store di via Inghilterra e a 1500 metri dalla struttura ospedaliera che si propone come centro di eccellenza per le cure oncologiche». La tenace mobilitazione a cui la comunità cittadina ha dato vita nei mesi scorsi «sembra invece aver fermato l’insensato proposito di realizzare 18.000 metri quadri di residenziale, ovvero 300 nuovi alloggi che andrebbero ad aggiungersi agli 8 mila attualmente vuoti nel territorio comunale». Ma gli obiettivi sono anche altri: «Continueremo a chiedere di stralciare la parte relativa al complesso residenziale e di ridurre il volume del parcheggio, e ci batteremo per impedire nuovi saccheggi di territorio, compresa la costruzione di un altro mostro-market Conad a Ospizio».
L’iniziativa si è concretizzata in una lezione popolare a cielo aperto sulle problematiche legate all’ambiente e all’esercizio del diritto di cittadinanza con bambine e bambini, genitori, esperti, docenti e persone a vario titolo coinvolte. «Un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva e partecipazione – si legge nella nota di Arsave – di fronte a un’amministrazione che sempre più esclude la comunità cittadina dalla presa di decisione sulle questioni vitali riguardanti il futuro del territorio e preferisce assumere decisioni utili ai potentati economici locali, anteponendo i loro interessi a quelli delle cittadine e dei cittadini». Un flash mob finale con biciclettata intorno alla rotatoria di via Croce ha posto l’attenzione sui problemi dell’inquinamento e delle conseguenze della cementificazione e dell’incremento del traffico sulla qualità della vita e sulla salute delle persone. «L’espansione edilizia speculativa di via Luxemburg – sottolinea Arsave – autorizzata in modo irresponsabile dal Comune nonostante l’impegno propagandato di contenere il consumo di suolo, in assoluto spregio della mozione popolare presentata in Consiglio comunale (che ha raccolto ben un migliaio di firme), è diventata il simbolo della resistenza ai poteri forti... Trenta mila metri quadrati di area attualmente agricola non urbanizzata e priva di infrastrutture, con un’importantissima funzione ecologica per la qualità dell’aria e per la tutela del paesaggio, stanno per essere divorati da un megastore Conad e da un parcheggio scambiatore che sorgeranno a poche centinaia di metri dal Conad di via Che Guevara, a un paio di chilometri in linea d’aria dall’Ipercoop store di via Inghilterra e a 1500 metri dalla struttura ospedaliera che si propone come centro di eccellenza per le cure oncologiche». La tenace mobilitazione a cui la comunità cittadina ha dato vita nei mesi scorsi «sembra invece aver fermato l’insensato proposito di realizzare 18.000 metri quadri di residenziale, ovvero 300 nuovi alloggi che andrebbero ad aggiungersi agli 8 mila attualmente vuoti nel territorio comunale». Ma gli obiettivi sono anche altri: «Continueremo a chiedere di stralciare la parte relativa al complesso residenziale e di ridurre il volume del parcheggio, e ci batteremo per impedire nuovi saccheggi di territorio, compresa la costruzione di un altro mostro-market Conad a Ospizio».
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