Spaccata all’Amplifon di via Pansa
Magro bottino e tanti danni. Borghi (il gestore): «Qui servono le telecamere»
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REGGIO EMILIA. Nuova spaccata, ieri, al negozio Amplifon, sotto i portici del centro direzionale di via Pansa. Tanti danni e un magro bottino. E tornano ad accendersi i riflettori sulla sicurezza di questo quadrilatero a ridosso dei viali cittadini. «Ormai è ordinario per noi – racconta il gestore dell’Amplifon, Cristian Borghi – Succede sempre la domenica, tra le 7 e le 9.30. Oggi (ieri, ndr) erano le 9.35. Prendono il tombino di fronte e sfondano la vetrata e prendono i soldi dalla cassa. Ma dopo i primi colpi non lasciamo più contanti. Però i danni, per le riparazioni, sono sempre piuttosto ingenti. Questa volta almeno hanno preso di mira la porta e non la vetrata. In undici anni abbiamo subìto 15 furti o tentativi. Avremmo perso circa mille euro in contanti e almeno 15mila in riparazioni. Un paio di volte ci hanno rubato il televisore. Un’altra i ladri si sono tagliati con i vetri e, oltre ai danni, abbiamo trovato sangue ovunque».
Il negozio ha un sistema antifurto. «Abbiamo preferito l’allarme con i fumogeni, rende più difficile il “lavoro” ai malviventi – dice Borghi – Le telecamere interne possono poco, perché a loro basta incappucciarsi. Sarebbero più da deterrente all’esterno, sotto il portico. L’anno scorso abbiamo avuto un incontro con l’assessore Natalia Maramotti. Conosceva la delicatezza della zona e ci disse che c’erano 20/30 telecamere nuove da installare. Credevamo che sarebbero state messe anche qui. Ma poi non abbiamo visto nulla».
In via Pansa sono intervenuti gli agenti della questura ma contro il furto non hanno potuto nulla: «Con il ritorno all’ora solare e nei giorni di cattivo tempo aumentano i furti».
A preoccupare ora è il tombino mancante: i ladri ne hanno presi due, uno lo hanno lasciato all’ingresso dopo la spaccata. L’altro lo hanno portato via. Forse per compiere un’altra spaccata.
Miriam Figliuolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il negozio ha un sistema antifurto. «Abbiamo preferito l’allarme con i fumogeni, rende più difficile il “lavoro” ai malviventi – dice Borghi – Le telecamere interne possono poco, perché a loro basta incappucciarsi. Sarebbero più da deterrente all’esterno, sotto il portico. L’anno scorso abbiamo avuto un incontro con l’assessore Natalia Maramotti. Conosceva la delicatezza della zona e ci disse che c’erano 20/30 telecamere nuove da installare. Credevamo che sarebbero state messe anche qui. Ma poi non abbiamo visto nulla».
In via Pansa sono intervenuti gli agenti della questura ma contro il furto non hanno potuto nulla: «Con il ritorno all’ora solare e nei giorni di cattivo tempo aumentano i furti».
A preoccupare ora è il tombino mancante: i ladri ne hanno presi due, uno lo hanno lasciato all’ingresso dopo la spaccata. L’altro lo hanno portato via. Forse per compiere un’altra spaccata.
Miriam Figliuolo
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