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Reggio Emilia, le più difficili da incassare sono le tariffe dei Nidi

di Luciano Salsi
Reggio Emilia, le più difficili da incassare sono le tariffe dei Nidi

Il Comune di Reggio precipita al 69° posto nella classifica del Sole 24 Ore  Ma risale al 19° per quanto riguarda la riscossione delle contravvenzioni 

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REGGIO EMILIA. Le cose vanno benino con le multe e i tributi, maluccio con le entrate dei servizi pubblici. Il comune di Reggio, nell’insieme, non si può lamentare della sua capacità di riscossione, confrontandosi con le altre 103 città italiane capoluogo di provincia. Si colloca al 19esimo posto per le contravvenzioni, di cui riesce ad incassare nell’anno di competenza il 64% (4,4 milioni su 6,9), al 20esimo per Imu, Tasi, addizionale Irpef e proventi assimilati (ventesima posizione con 82,7 milioni su 98,5, pari all'83,9%), mentre risulta appena 69esimo per quanto riguarda le tariffe di asili nido e trasporti scolastici, gli affitti e le vendite di beni propri, che gli hanno fruttato 7,4 milioni su 11,4 (64,6%).

Il quadro generale evidenzia la grande difficoltà di incassare effettivamente le somme dovute, al punto che non solo Roma, ma anche Napoli e Torino rischiano il fallimento e il governo sta studiando un’apposita norma per salvare i bilanci delle metropoli e degli altri comuni con i conti in rosso. Lo sottolinea Il Sole 24 Ore in un ampio servizio dedicato domenica scorsa ai nodi più intricati delle finanze locali. L’indebitamento complessivo degli enti locali è diminuito e i loro investimenti sono aumentati. Tuttavia i casi di dissesto si sono moltiplicati. «Dopo un lungo silenzio – scrive il quotidiano economico – i fallimenti comunali hanno ripreso a manifestarsi. Dove i conti ballano c'è una malattia comune: gli inciampi della riscossione, che non riesce a portare nelle casse i soldi su cui si basa la capacità di spesa degli enti».

Per analizzare la situazione il giornale ha preso in considerazione le entrate rigorosamente dovute perchè accertate a consuntivo, escludendo quelle semplicemente previste.

Il piatto piange soprattutto in merito alle multe, di cui le città hanno incassato soltanto il 35,1% del totale annotato nei verbali delle polizie municipali, cioè 599 milioni su 1,7 miliardi. Inoltre è venuto loro a mancare un euro su tre di tariffe e canoni. Solamente i tributi offrono un panorama meno sconsolante, con l'80% di riscossioni. I piazzamenti nelle tre tabelle pubblicate sul Sole, peraltro, si basano sulla percentuale degli incassi, non sugli introiti realmente incamerati. Parma, ad esempio, è 15esima per le contravvenzioni, ma incassa la bellezza di 15,8 milioni, mentre tutte le città che la precedono non superano i 4,2 di Vicenza e Forlì è prima assoluta con una miseria di 700mila euro.

I rimanenti capoluoghi dell'Emilia-Romagna vengono dopo Reggio. Rimini è al 22esimo posto con 8,7 milioni (60,9%), Bologna al 26esimo con 26,7 milioni (58,6%), Piacenza al 28esimo, Ferrara al 29esimo, Modena al 33esimo, Ravenna al 95esimo.Per quanto concerne le tariffe, invece, la nostra città è preceduta da tutte le altre esclusa Piacenza.
 

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