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Sassi: «Chiederemo i danni alla ditta che ha l’appalto»

Sassi: «Chiederemo i danni alla ditta che ha l’appalto»

Nella palestra della struttura sono in corso costosi lavori di ristrutturazione Il vicesindaco: «È colpa loro, l’unica causa è l’impropria gestione del cantiere»

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REGGIO EMILIA. «Una simile situazione non ha altra causa se non l’impropria gestione del cantiere e pertanto il Comune farà tutto quanto in suo potere per rivalersi sui responsabili». Sono parole di fuoco quelle pronunciate dal vicesindaco Matteo Sassi poche ore dopo il disastro provocato dall’allagamento delle aule della Bartali, in via Verdi. È stato lui, fin dalla mattinata, a seguire personalmente la vicenda, prima sul posto e poi dagli uffici del municipio.

«Sono arrivato alla scuola verso le 9.30 – spiega Sassi, visibilmente irritato dalla situazione – circa un’ora prima ero stato avvertito dall’assessore Curioni che però era in viaggio verso Bologna per degli impegni istituzionali e non poteva intervenire immediatamente». Così il vicesindaco, assieme a una schiera di tecnici e funzionari del Comune, è andato a verificare la gravità della situazione. E ha trovato allagamenti, crolli e danni piuttosto seri.

«Nessun bambino è stato fatto entrare nell’edificio – prosegue Sassi – e via via i genitori sono stati informati e rimandati a casa. Un aiuto importante lo abbiamo poi ricevuto dai ragazzi e dai volontari del Remida, che ringrazio vivamente: ci hanno aiutato, con stracci e secchi e con tutto quello che potevano, a tamponare l’emergenza nei primi momenti». Le cause di questo disastro, che costerà alle casse dell’amministrazione diverse migliaia di euro, secondo il vicesindaco sono evidenti: «Nonostante le diverse segnalazioni fatte nei giorni scorsi, la ditta incaricata dei lavori nella palestra non ha preso le dovute precauzioni. I costi degli interventi e il danno subìto saranno dunque messi a carico dell’azienda che sta svolgendo i lavori. Una simile situazione non ha infatti altra causa se non l’impropria gestione del cantiere e pertanto il Comune farà tutto quanto in suo potere per rivalersi sui responsabili per i danni materiali ed immateriali subiti, valutando se esistono le condizioni per la rescissione del contratto».

La ditta, la Mammoli edilizia srl di Todi, si era aggiudicata l’appalto finanziato in parte con i fondi regionali per la ricostruzione dopo il terremoto del 2012. Ma ora il Comune è deciso a mantenere la linea dura. «Gli operai della Mammoli – conclude Sassi – sono arrivati solo alle 10.40. Dovranno risarcirci e credo proprio che la parte più consistente saranno i danni d’immagine che ci hanno provocato e l’interruzione di pubblico servizio».

Leonardo Grilli

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