Esiste ancora il comunismo? I lettori si confrontano sulla Gazzetta online
Proponiamo un’antologia dei commenti che ci sono pervenuti online: Agenderosse Reggioemilia: «La ricerca del benessere a tutti i costi, e sempre più sempre più ha allontanato la gente dalla comunanza,...
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Proponiamo un’antologia dei commenti che ci sono pervenuti online:
Agenderosse Reggioemilia: «La ricerca del benessere a tutti i costi, e sempre più sempre più ha allontanato la gente dalla comunanza, da ideali condivisi, da un tessuto sano e l'ha avvicinata ad un individualismo esasperato e totale. Quale comunismo è possibile in tale situazione? Solo un comunismo di facciata. Quello vero è rimasto dapprima lasciato indietro e poi via via perduto. L'urbanizzazione ha contribuito a questo come la trasformazione psicologica dell'individuo di fronte all'anomalia per cui ricerca del successo per aver certezza di esistere».
Giuseppe Lauria: Il comunismo? A Reggio Emilia? Ma di cosa stiamo parlando? I residuati del comunismo o comunisti si sono fusi con un'accozzaglia di colori, odori e sapori che non hanno più a che spartire con l'idea di comunismo. Credo che chi vota questi attuali partiti che si spacciano per sinistroidi consumano vilipendio a chi ha fatto la vera resistenza e si dovrebbero vergognare soltanto per coloro o quali hanno operato e creduto in certi valori come i partigiani. Vergognatevi».
Rocco Laguardia: «Tanti anni fa al mio paese (Rotondella, in Basilicata) alle feste de l'Unita' venivano da Reggio Emilia per cucinare i tortelli e insegnarci a cooperare. Poi abbiamo creato le cooperative, perché avevamo degli ideali come il diritto al lavoro per tutti. Poi siamo emigrati al nord, a lavorare nelle cooperative rosse. Poi la Cgil,il Ccpl. Poi siamo stati allontanati perché quegli ideali e quella dignità l'abbiamo ancora. Hasta siempre».
Ciro Calientos: «No, ma esistono manager, dirigenti, politici super intelligenti che hanno reso una graziosa cittadina in una città per vecchi, piena di vagabondi e parcheggiatori abusivi... e di case abbandonate o invendute e senza prospettive occupazionali per i giovani...».
Nicholas Bagalà: «Superato come la destra. Non importa se una determinata scelta lede o difende gli interessi del popolo, al popolo basta pensare di essere felice, non ha bisogno di esserlo veramente. Pretenderà sempre di giudicare ed esprimere il suo malcontento comunque vadano le cose».
Roberto Sansiveri: «Interessante riflessione. Non so se ci siano ancora i comunisti a Reggio; certamente non ci sono nelle istituzioni. Ci sono però certamente i fascisti, e non parlo di quelli con la camicia nera, ma di quelli che considerano i beni pubblici, la storia comune e gli ideali democratici, una proprietà privata».
Daniela Catellani: «Il comunismo come ideologia, pensiero di vita sicuramente nelle persone esiste ancora ma nella politica purtroppo no... troppo inquinato da nipotini democristiani, dal politicamente corretto, dalla globalizzazione e dalla finanza “creativa” ...insomma bastonato dal capitalismo...».
Donata Donelli: «Il comunismo che si viveva in Italia era la forma migliore di democrazia di aiuto reciproco voglia di partecipare per il bene comune aveva pochi lati negativi questo per me che allora ero giovane, la vita è un continuo divenire ma questa atmosfera non mi piace per niente».
Marco Prampolini: «No. Esiste solo un involucro amministrativo che non ha né la cultura politica passata, né l'efficacia. Ha però mantenuto gran parte dei limiti».
Marina Vernizzi: «Io condividevo il comunismo di una volta quando era rappresentato da persone splendide come era Berlinguer ma ad ora non trovo assolutamente nessuno che lo possa rappresentare».
Ivan Bellei: «Esistono ancora i comunisti, non a caso il Pd perde costantemente voti, a Reggio c’è voglia di sinistra, non di socialpetalosi iussolari».
Enrico Morellini: «Il comunismo esiste solo nella testa dei razzofascisti, che credono che gli ex democristiani Renzi e Delrio siano comunisti. Gli unici comunisti rimasti sono quelli di Rifondazione, che sono di idea totalmente diverse al Pd».
Luciano Pavesi: «Il Pd di oggi riesce a intercettare i voti della sinistra, quella vera intendo, semplicemente perché non c'è alternativa.
Il comunismo non esiste più (e in Italia, per fortuna, non è mai esistito) e se l'alternativa degli ultimi anni era il centrodestra berlusconiano, l'elettore medio reggiano ha votato con due fette di prosciutto sugli occhi.
E nonostante i danni provocati in 70 anni di governo cittadino, la maggioranza della gente che si professa di sinistra preferirebbe la castrazione chimica al centrodestra... il problema è che a Reggio Emilia non c'è mai stata la possibilità del contraddittorio, visto l'interminabile interregno Pci, Pds, Ds, Margherita, Pd etc. etc.».
Agenderosse Reggioemilia: «La ricerca del benessere a tutti i costi, e sempre più sempre più ha allontanato la gente dalla comunanza, da ideali condivisi, da un tessuto sano e l'ha avvicinata ad un individualismo esasperato e totale. Quale comunismo è possibile in tale situazione? Solo un comunismo di facciata. Quello vero è rimasto dapprima lasciato indietro e poi via via perduto. L'urbanizzazione ha contribuito a questo come la trasformazione psicologica dell'individuo di fronte all'anomalia per cui ricerca del successo per aver certezza di esistere».
Giuseppe Lauria: Il comunismo? A Reggio Emilia? Ma di cosa stiamo parlando? I residuati del comunismo o comunisti si sono fusi con un'accozzaglia di colori, odori e sapori che non hanno più a che spartire con l'idea di comunismo. Credo che chi vota questi attuali partiti che si spacciano per sinistroidi consumano vilipendio a chi ha fatto la vera resistenza e si dovrebbero vergognare soltanto per coloro o quali hanno operato e creduto in certi valori come i partigiani. Vergognatevi».
Rocco Laguardia: «Tanti anni fa al mio paese (Rotondella, in Basilicata) alle feste de l'Unita' venivano da Reggio Emilia per cucinare i tortelli e insegnarci a cooperare. Poi abbiamo creato le cooperative, perché avevamo degli ideali come il diritto al lavoro per tutti. Poi siamo emigrati al nord, a lavorare nelle cooperative rosse. Poi la Cgil,il Ccpl. Poi siamo stati allontanati perché quegli ideali e quella dignità l'abbiamo ancora. Hasta siempre».
Ciro Calientos: «No, ma esistono manager, dirigenti, politici super intelligenti che hanno reso una graziosa cittadina in una città per vecchi, piena di vagabondi e parcheggiatori abusivi... e di case abbandonate o invendute e senza prospettive occupazionali per i giovani...».
Nicholas Bagalà: «Superato come la destra. Non importa se una determinata scelta lede o difende gli interessi del popolo, al popolo basta pensare di essere felice, non ha bisogno di esserlo veramente. Pretenderà sempre di giudicare ed esprimere il suo malcontento comunque vadano le cose».
Roberto Sansiveri: «Interessante riflessione. Non so se ci siano ancora i comunisti a Reggio; certamente non ci sono nelle istituzioni. Ci sono però certamente i fascisti, e non parlo di quelli con la camicia nera, ma di quelli che considerano i beni pubblici, la storia comune e gli ideali democratici, una proprietà privata».
Daniela Catellani: «Il comunismo come ideologia, pensiero di vita sicuramente nelle persone esiste ancora ma nella politica purtroppo no... troppo inquinato da nipotini democristiani, dal politicamente corretto, dalla globalizzazione e dalla finanza “creativa” ...insomma bastonato dal capitalismo...».
Donata Donelli: «Il comunismo che si viveva in Italia era la forma migliore di democrazia di aiuto reciproco voglia di partecipare per il bene comune aveva pochi lati negativi questo per me che allora ero giovane, la vita è un continuo divenire ma questa atmosfera non mi piace per niente».
Marco Prampolini: «No. Esiste solo un involucro amministrativo che non ha né la cultura politica passata, né l'efficacia. Ha però mantenuto gran parte dei limiti».
Marina Vernizzi: «Io condividevo il comunismo di una volta quando era rappresentato da persone splendide come era Berlinguer ma ad ora non trovo assolutamente nessuno che lo possa rappresentare».
Ivan Bellei: «Esistono ancora i comunisti, non a caso il Pd perde costantemente voti, a Reggio c’è voglia di sinistra, non di socialpetalosi iussolari».
Enrico Morellini: «Il comunismo esiste solo nella testa dei razzofascisti, che credono che gli ex democristiani Renzi e Delrio siano comunisti. Gli unici comunisti rimasti sono quelli di Rifondazione, che sono di idea totalmente diverse al Pd».
Luciano Pavesi: «Il Pd di oggi riesce a intercettare i voti della sinistra, quella vera intendo, semplicemente perché non c'è alternativa.
Il comunismo non esiste più (e in Italia, per fortuna, non è mai esistito) e se l'alternativa degli ultimi anni era il centrodestra berlusconiano, l'elettore medio reggiano ha votato con due fette di prosciutto sugli occhi.
E nonostante i danni provocati in 70 anni di governo cittadino, la maggioranza della gente che si professa di sinistra preferirebbe la castrazione chimica al centrodestra... il problema è che a Reggio Emilia non c'è mai stata la possibilità del contraddittorio, visto l'interminabile interregno Pci, Pds, Ds, Margherita, Pd etc. etc.».
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