Guastalla
Libro sulla Bosnia alla Maldotti la presentazione
GUASTALLA. Domani alla biblioteca “Maldotti” verrà presentato il libro “Il paese che non c’è. La Bosnia Erzegovina tra transizione contraddizioni e diritti negati” scritto dalla giornalista Simona...
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GUASTALLA. Domani alla biblioteca “Maldotti” verrà presentato il libro “Il paese che non c’è. La Bosnia Erzegovina tra transizione contraddizioni e diritti negati” scritto dalla giornalista Simona Silvestri e pubblicato da edizioni “Infinito”.
L’evento è organizzato dall’associazione MirniMost di Guastalla insieme a IscosCisl Emilia Romagna. Il libro è un reportage giornalistico sulla situazione sociale e economica del paese, scritto con interviste sul “campo” a soggetti della ricca società civile Bosniaca, a 22 anni dagli accordi di Dayton che hanno avuto il merito di fermare la guerra fratricida degli anni ‘90 , ma non sono riusciti a ricostruire una società frammentata dai nazionalismi che ancora pesano sui diritti dei cittadini.
La data del 9 novembre è simbolica: nel 1993 lo stesso giorno a Mostar fu distrutto lo Stari Most (Vecchio Ponte) il ponte Ottomano simbolo di convivenza e di fraternità: è stato uno dei tanti simboli distrutti come la biblioteca di Sarajevo. «La vicenda balcanica è tornata di attualità con gli ultimi fatti di Catalogna - dicono gli organizzatori -. I nazionalismi rischiano di disgregare il faticoso percorso di Unità Europea». (m.p.)
L’evento è organizzato dall’associazione MirniMost di Guastalla insieme a IscosCisl Emilia Romagna. Il libro è un reportage giornalistico sulla situazione sociale e economica del paese, scritto con interviste sul “campo” a soggetti della ricca società civile Bosniaca, a 22 anni dagli accordi di Dayton che hanno avuto il merito di fermare la guerra fratricida degli anni ‘90 , ma non sono riusciti a ricostruire una società frammentata dai nazionalismi che ancora pesano sui diritti dei cittadini.
La data del 9 novembre è simbolica: nel 1993 lo stesso giorno a Mostar fu distrutto lo Stari Most (Vecchio Ponte) il ponte Ottomano simbolo di convivenza e di fraternità: è stato uno dei tanti simboli distrutti come la biblioteca di Sarajevo. «La vicenda balcanica è tornata di attualità con gli ultimi fatti di Catalogna - dicono gli organizzatori -. I nazionalismi rischiano di disgregare il faticoso percorso di Unità Europea». (m.p.)
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