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Al via il negoziato per l’autonomia dell’Emilia-Romagna

Al via il negoziato per l’autonomia dell’Emilia-Romagna

Oggi a Roma il tavolo di confronto fra Regione e Governo Bonaccini: «Il progetto diventa sempre più una realtà»

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REGGIO EMILIA . Dall’istruzione al lavoro, dai tributi alla finanza pubblica, dalla salute all’ambiente, fino alla ricerca e all’innovazione. Potrebbero essere più di 15 le competenze per la maggiore autonomia cui punta l’Emilia-Romagna. Tante, infatti, sono quelle che la Regione chiede di gestire direttamente e sulle quali si confronterà con il Governo al tavolo del negoziato, il cui insediamento è previsto oggi a Roma per le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia.

Il sottosegretario per gli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, indicato dal premier Paolo Gentiloni quale referente del Governo per il negoziato, ha infatti convocato per oggi pomeriggio alle 16, nella sede del Dipartimento per gli Affari regionali a Roma, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. L'incontro istituisce la sede che approfondirà ambiti e materie per i quali i Consigli regionali hanno dato mandato ai rispettivi presidenti di avviare la trattativa. «Ci siamo, si parte – afferma Bonaccini – Il progetto per ottenere una maggiore autonomia regionale diventa sempre di più una realtà. Tre settimane fa firmai con il presidente Gentiloni il documento per l’avvio del negoziato. Ci venne chiesto di aspettare la Lombardia per l’apertura di un tavolo comune, cosa che abbiamo fatto ponendo due condizioni: che non si allungassero i tempi e che non diventassero oggetto di discussione temi che mettevano in discussione l’unità nazionale o l’istituzione di Regioni a Statuto speciale. Ebbene, ora avvieremo il negoziato in un contesto che riteniamo possa portare davvero a un risultato storico e mai registrato in Italia: una maggiore autonomia per Regioni virtuose e con i conti in ordine». Inizialmente sono state individuate quattro aree alle quali ricondurre 12 competenze, inserite nella risoluzione votata il 3 ottobre dall’Assemblea legislativa che ha dato mandato al presidente Bonaccini di avviare la trattativa con l’esecutivo nazionale: tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute. Ad esse si aggiunge l’area complementare con le materie funzionali all’esercizio delle nuove competenze richieste: rapporti della Regione con l’Ue, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; governance istituzionale. La giunta regionale è pronta ad aggiungere altre 4-5 competenze relative a professioni, cultura, sport e agricoltura.

Ieri, intanto, l’assessore Petitti ha partecipato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, dove ha comunicato la disponibilità di Bonaccini e della giunta a relazionare in aula martedì e mercoledì prossimi sulle modalità del confronto col Governo. Le materie oggetto della trattativa, inoltre, sono state anche al centro di una riunione di aggiornamento con i componenti il Patto per il Lavoro, ribadendo che, parallelamente al negoziato con Palazzo Chigi, resta aperto il confronto, sia attraverso convocazioni del tavolo Giunta-Patto sia attraverso contatti con i singoli assessorati.

«In queste settimane – conclude Bonaccini – abbiamo continuato a lavorare, insieme alle parti sociali nell’ambito del Patto per il Lavoro e seguendo il mandato deciso dall’Assemblea, alla quale riferirò già la prossima settimana. Abbiamo già definito 12 competenze che chiederemo di gestire direttamente e siamo pronti ad aggiungerne altre 4-5 che fra pochi giorni porteremo in Aula per discuterne con i Gruppi consiliari. Stiamo facendo un lavoro serio che mi auguro di portare avanti con la più larga condivisione, anche grazie al contributo di tutte le forze politiche e sociali, nell’interesse dei cittadini e dei territori della nostra regione».



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