«Crolli, i bambini non erano a rischio»
Il caso della scuola Bartali, gli assessori Sassi, Curioni e Tutino chiariscono: «Quel palazzo era totalmente sicuro»
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REGGIO EMILIA. L’allagamento della sede provvisoria della scuola primaria Bartali di viale Magenta ha generato una serie di preoccupazioni e polemiche tanto fra i genitori dei 250 bambini che fra i partiti politici di opposizione. Un polverone, giustificato dalla gravità dell’accaduto e dalle conseguenze per gli alunni, sul quale ora l’amministrazione vuole far luce. E, a testimonianza di quanto l’argomento sia sensibile, la risposta arriva in modo congiunto da tre assessori diversi: Matteo Sassi, Mirko Tutino e Raffaella Curioni.
«La sede di viale Magenta – spiegano gli assessori – è stata scelta perché stava già ospitando delle attività di natura didattica ed è in possesso di tutte le certificazioni di sicurezza necessarie per questo genere di funzione. Non è vero che i locali non fossero dotati di uscite di sicurezza (ve ne sono tre) ed ha ottenuto dai vigili del fuoco tutte le necessarie autorizzazioni». Quando poi sul web hanno cominciato a circolare le foto delle aule dove erano stati collocati i bambini, i commenti sono stati tutt’altro che lusinghieri. «Ma li hanno messi in degli scantinati?» è stata la domande più frequente. E, colti sul vivo, gli assessori hanno voluto rispondere anche a questo.
«Per rendere la sede temporanea più adatta – chiariscono ancora – il Comune l’estate scorsa ha investito 80mila euro per migliorarne la fruibilità ed il comfort ed in particolare: sono stati sostituiti i serramenti con impianti dotati di controllo automatico per aprire le finestre alte; i bagni sono stati resi accessibili anche a chi ha disabilità motorie; è stata rifatta la scala di accesso; è stata rifatta la pavimentazione esterna ed è stata eliminata la pericolosa corsia di transito delle auto che raggiungeva il portone della scuola; è stata sistemata l’area verde esterna per metterla a disposizione degli alunni. E questo cantiere è terminato ben prima dell’inizio delle scuole». Nella sede di via Verdi gli alunni della Bartali, infatti, vi erano stati collocati in modo provvisorio. La loro sede originaria, il plesso scolastico di via Premuda, è stato parzialmente chiuso per degli importanti lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dal costo complessivo di circa un milione di euro: 660mila finanziati dalla Regione e 400mila dal Comune.
«Analogamente a quanto avvenuto per il plesso di via Premuda – concludono i tre assessori – anche la palestra Gil necessita di un intervento che, in particolare, riguarda la copertura. Il cantiere doveva essere terminato entro metà di ottobre ma, per ritardi dovuti all’azienda, è in ritardo di circa due mesi. L’allagamento è avvenuto nel fine settimana, a scuole chiuse. Se fosse avvenuto a scuola aperta, gli operai sarebbero stati presenti e avrebbero potuto agire e avvertire il personale. È quindi da escludere che nei giorni scorsi potesse avvenire un simile fatto con gli studenti presenti nelle aule. Questo aspetto deve essere chiaro».
«La sede di viale Magenta – spiegano gli assessori – è stata scelta perché stava già ospitando delle attività di natura didattica ed è in possesso di tutte le certificazioni di sicurezza necessarie per questo genere di funzione. Non è vero che i locali non fossero dotati di uscite di sicurezza (ve ne sono tre) ed ha ottenuto dai vigili del fuoco tutte le necessarie autorizzazioni». Quando poi sul web hanno cominciato a circolare le foto delle aule dove erano stati collocati i bambini, i commenti sono stati tutt’altro che lusinghieri. «Ma li hanno messi in degli scantinati?» è stata la domande più frequente. E, colti sul vivo, gli assessori hanno voluto rispondere anche a questo.
«Per rendere la sede temporanea più adatta – chiariscono ancora – il Comune l’estate scorsa ha investito 80mila euro per migliorarne la fruibilità ed il comfort ed in particolare: sono stati sostituiti i serramenti con impianti dotati di controllo automatico per aprire le finestre alte; i bagni sono stati resi accessibili anche a chi ha disabilità motorie; è stata rifatta la scala di accesso; è stata rifatta la pavimentazione esterna ed è stata eliminata la pericolosa corsia di transito delle auto che raggiungeva il portone della scuola; è stata sistemata l’area verde esterna per metterla a disposizione degli alunni. E questo cantiere è terminato ben prima dell’inizio delle scuole». Nella sede di via Verdi gli alunni della Bartali, infatti, vi erano stati collocati in modo provvisorio. La loro sede originaria, il plesso scolastico di via Premuda, è stato parzialmente chiuso per degli importanti lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dal costo complessivo di circa un milione di euro: 660mila finanziati dalla Regione e 400mila dal Comune.
«Analogamente a quanto avvenuto per il plesso di via Premuda – concludono i tre assessori – anche la palestra Gil necessita di un intervento che, in particolare, riguarda la copertura. Il cantiere doveva essere terminato entro metà di ottobre ma, per ritardi dovuti all’azienda, è in ritardo di circa due mesi. L’allagamento è avvenuto nel fine settimana, a scuole chiuse. Se fosse avvenuto a scuola aperta, gli operai sarebbero stati presenti e avrebbero potuto agire e avvertire il personale. È quindi da escludere che nei giorni scorsi potesse avvenire un simile fatto con gli studenti presenti nelle aule. Questo aspetto deve essere chiaro».
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