ieri il tavolo al ministero
Fiom: «Landi Renzo ritiri il piano degli esuberi»
REGGIO EMILIA. «Adesso il quadro è cambiato, l’azienda riveda il piano industriale complessivo e ritiri la procedura di licenziamento collettivo per mantenere le produzioni della Lovato Gas a Vicenza....
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REGGIO EMILIA. «Adesso il quadro è cambiato, l’azienda riveda il piano industriale complessivo e ritiri la procedura di licenziamento collettivo per mantenere le produzioni della Lovato Gas a Vicenza. La Fiom è pronta a fare la propria parte per la salvaguardia dell’occupazione, il rilancio della Lovato e in generale del gruppo Landi Renzo». Lo dice Andrea Brunetti, esponente Fiom-Cgil nazionale, dopo il tavolo che si è svolto ieri al ministero dello Sviluppo economico in cui lo stesso ministero, riporta Brunetti, «ha preso una posizione chiara nei confronti della multinazionale di Reggio, in difesa della produzione, dell’occupazione e della salvaguardia del sito vicentino». Nelle scorse settimane l’azienda del gruppo di famiglia del presidente della Camera di commercio, Stefano Landi, ha presentato un piano industriale con 146 esuberi complessivi che prevede la chiusura della Lovato, con il licenziamento di 67 dipendenti e altri 79 esuberi negli stabilimenti reggiani, a seguito della fusione tra la Aeb e la capogruppo Landi Renzo. «Tutto questo – sottolinea la Fiom – con la dichiarata intenzione di delocalizzare le produzioni in Polonia, Iran e India». Il ministero ha aggiornato il tavolo alla prossima settimana, sollecitando l’azienda ad impostare una discussione sul futuro del gruppo. «Il piano industriale è un’accozzaglia di numeri che non hanno costrutto: il ridimensionamento del gruppo è una questione puramente finanziaria e di esposizione bancaria dell’azienda, noi a questo gioco al massacro sulla pelle dei lavoratori non ci stiamo – prosegue Brunetti – ci aspettiamo risposte concrete».
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