La città si è stretta a Vanda nel suo ultimo viaggio
di Luciano Salsi
I funerali dell’avvocato Giampaoli celebrati nella chiesa gremita di Sant’Agostino Nei banchi politici, sportivi, colleghi e tanti reggiani che non la dimenticheranno
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REGGIO EMILIA. Il composto dolore dei familiari, le lacrime e i singhiozzi delle amiche, il cordoglio dei colleghi e la partecipazione commossa di tantissimi cittadini, fra cui alcuni dei politici e degli imprenditori reggiani più in vista, hanno accompagnato Vanda Giampaoli nell'ultimo viaggio. L'ampia navata di Sant'Agostino, la sua chiesa parrocchiale, non bastava a contenere le persone che ieri pomeriggio hanno porto l'estremo saluto alla donna che con le sue doti umane, professionali e politiche aveva saputo attirare su di sè concordi sentimenti di affetto, simpatia e ammirazione.
La città intera ha manifestato la grande afflizione per la precoce perdita di una reggiana che, pur essendo legata anche a Pesaro, dove era nata 56 anni fa e ritornava spesso con piacere, le aveva dimostrato un attaccamento totale. Le migliori energie, infatti, le dedicava all'attività politico-amministrativa e allo studio legale a lei intitolato, nel quale affrontava e spesso risolveva con successo i problemi di tanti concittadini.
La messa è stata officiata, insieme al parroco Guido Mortari, da don Luca Ferrari, sacerdote della comunità Familiaris Consortio.
Vanda Giampaoli dedicava alla pallacanestro una grande passione insieme al marito Roberto Rabitti, responsabile finanza dell'azienda Ferrarini e consigliere della Pallacanestro Reggiana, e ai figli gemelli Nicola e Daniele, che lo scorso 24 febbraio si sono laureati insieme in giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano.
Accanto all'altare spiccavano i labari del comune, dello Zonta Club International e dello Zonta Club Reggio, di cui la scomparsa era una socia attivissima. Nei primi banchi, accanto ai familiari, erano la sorella Fabia, i parenti e le amiche più care. È toccato a Margherita Ieranna, angiologa, aprire il coro delle testimonianze a nome dello Zonta reggiano, ricordando la vitalità e l'energia, la generosità e la contagiosa allegria di Vanda. Una sua collega dello Zonta International ne ha segnalato il recente impegno per festeggiare il centenario del club, che per ironia della sorte ricorreva proprio ieri. Maura Manghi, consigliera comunale del Partito democratico, ha rievocato il suo percorso politico, che dal centrodestra l'aveva portata ad avvicinarsi alle posizioni di Matteo Renzi. Nel 2014, infatti, Vanda Giampaoli era stata fra le candidate della lista Svoltare, che appoggiava il sindaco Luca Vecchi. Nel 1999, invece, era entrata nella sala del Tricolore con Forza Italia. «Ne fu – ricorda Filippo Silvestro – capogruppo a turno insieme a me. Entrambi, allora, contribuimmo alla stesura dello statuto del consiglio comunale presieduto allora da Romano Corsi». L'intelligenza, la correttezza e la capacità di interloquire con cui aveva condotto l'azione amministrativa dai banchi dell'opposizione le avevano procurato la stima e il rispetto anche degli avversari. Non a caso la partecipazione alle esequie è stata bipartisan. C'erano quelli del suo vecchio schieramento, Marco Eboli, Tommaso Lombardini e Marziani, oltre a Silvestro, ma anche il vicesindaco Matteo Sassi di Sel e Cesare Antonio Bellentani della lista civica Magenta. Il mondo imprenditoriale era rappresentato da Luigi Ferrarini, dall'architetto Mauro Severi, presidente di Unindustria, e da Stefano Landi. Un amico ha sottolineato l'ironica spavalderia di Vanda (Wendy per gli amici) che lei vantava chiamandola “sburla adriatica”, con riferimento allo spirito della sua città natale, e le doti canore, che dimostrava imitando Mina in “Se telefonando”: «Se non ci fosse stata Vanda la si sarebbe dovuta inventare».
La città intera ha manifestato la grande afflizione per la precoce perdita di una reggiana che, pur essendo legata anche a Pesaro, dove era nata 56 anni fa e ritornava spesso con piacere, le aveva dimostrato un attaccamento totale. Le migliori energie, infatti, le dedicava all'attività politico-amministrativa e allo studio legale a lei intitolato, nel quale affrontava e spesso risolveva con successo i problemi di tanti concittadini.
La messa è stata officiata, insieme al parroco Guido Mortari, da don Luca Ferrari, sacerdote della comunità Familiaris Consortio.
Vanda Giampaoli dedicava alla pallacanestro una grande passione insieme al marito Roberto Rabitti, responsabile finanza dell'azienda Ferrarini e consigliere della Pallacanestro Reggiana, e ai figli gemelli Nicola e Daniele, che lo scorso 24 febbraio si sono laureati insieme in giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano.
Accanto all'altare spiccavano i labari del comune, dello Zonta Club International e dello Zonta Club Reggio, di cui la scomparsa era una socia attivissima. Nei primi banchi, accanto ai familiari, erano la sorella Fabia, i parenti e le amiche più care. È toccato a Margherita Ieranna, angiologa, aprire il coro delle testimonianze a nome dello Zonta reggiano, ricordando la vitalità e l'energia, la generosità e la contagiosa allegria di Vanda. Una sua collega dello Zonta International ne ha segnalato il recente impegno per festeggiare il centenario del club, che per ironia della sorte ricorreva proprio ieri. Maura Manghi, consigliera comunale del Partito democratico, ha rievocato il suo percorso politico, che dal centrodestra l'aveva portata ad avvicinarsi alle posizioni di Matteo Renzi. Nel 2014, infatti, Vanda Giampaoli era stata fra le candidate della lista Svoltare, che appoggiava il sindaco Luca Vecchi. Nel 1999, invece, era entrata nella sala del Tricolore con Forza Italia. «Ne fu – ricorda Filippo Silvestro – capogruppo a turno insieme a me. Entrambi, allora, contribuimmo alla stesura dello statuto del consiglio comunale presieduto allora da Romano Corsi». L'intelligenza, la correttezza e la capacità di interloquire con cui aveva condotto l'azione amministrativa dai banchi dell'opposizione le avevano procurato la stima e il rispetto anche degli avversari. Non a caso la partecipazione alle esequie è stata bipartisan. C'erano quelli del suo vecchio schieramento, Marco Eboli, Tommaso Lombardini e Marziani, oltre a Silvestro, ma anche il vicesindaco Matteo Sassi di Sel e Cesare Antonio Bellentani della lista civica Magenta. Il mondo imprenditoriale era rappresentato da Luigi Ferrarini, dall'architetto Mauro Severi, presidente di Unindustria, e da Stefano Landi. Un amico ha sottolineato l'ironica spavalderia di Vanda (Wendy per gli amici) che lei vantava chiamandola “sburla adriatica”, con riferimento allo spirito della sua città natale, e le doti canore, che dimostrava imitando Mina in “Se telefonando”: «Se non ci fosse stata Vanda la si sarebbe dovuta inventare».
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