San Polo
Truffata con la vacanza fantasma
Acquista su Facebook un pacchetto volo-hotel fasullo: due denunce
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SAN POLO. Ha abboccato ad un annuncio super scontato. E il campanello d'allarme non è scattato nemmeno davanti alla destinazione del viaggio, la bellissima Sharm El-Sheikh purtroppo vittima delle tensioni causate dallo stato islamico. Anzi, forse sono state proprio le notizie in arrivo dall'Egitto ad averle fatto credere veritieri i poco più di 800 euro richiesti per una vacanza in coppia sul Mar Rosso. Peccato che quello offerto su un gruppo Facebook fosse in realtà un pacchetto vacanza “fantasma”. Così una 50enne di San Polo è stata truffata da una 34enne e una 66enne della provincia di Roma che, incassata la caparra, sono scomparse. Ora sono state denunciate per truffa in concorso dai carabinieri sanpolesi.
Lo specchietto per le allodole era un gruppo su Facebook dove si proponevano pacchetti vacanze nelle più affascinanti località del Mar Rosso. A “gestire” la pagina erano le due donne della provincia di Roma. La 34enne curava le trattative sino ad ottenere le caparre che poi finivano nella postepay della complice 66enne senza terminare l’affare trattandosi di un pacchetto vacanze del tutto inesistente.
Dopo una trattativa telefonica e via messaggi whatsapp e mail, la 50enne di San Polo si è convinta di aver fatto l’affare e lo scorso giugno ha prenotato e pagato una cauzione di 246 euro. Una volta versata la caparra ha ricevuto via mail una copia della ricevuta di pagamento e due voucher. Questi documenti, che avevano il probabile obiettivo di farle credere che era tutto in regola, la hanno però insospettita.
Verificate delle discrasie sull’operatività del volo proposto e constatato che sul gruppo Facebook c’erano altri clienti che lamentavano di aver subito una truffa, la reggiana ha cercato di tornare in possesso della caparra. I soldi però non sono stati restituiti e, materializzato di essere stata truffata, la donna si è rivolta ai carabinieri denunciando di essere stata raggirata.
Quando i militari hanno avviato le indagini, la pagina Facebook del gruppo era stata già chiusa. Ma questo non ha impedito ai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza di risalire alle due truffatrici. Dopo una serie di riscontri l’Arma ha concentrato le attenzioni investigative sulle due romane e ha acquisito una serie di elementi di responsabilità per il reato di concorso in truffa. Così per la 34enne e la 36enne è scattata la denuncia alla procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia.
Lo specchietto per le allodole era un gruppo su Facebook dove si proponevano pacchetti vacanze nelle più affascinanti località del Mar Rosso. A “gestire” la pagina erano le due donne della provincia di Roma. La 34enne curava le trattative sino ad ottenere le caparre che poi finivano nella postepay della complice 66enne senza terminare l’affare trattandosi di un pacchetto vacanze del tutto inesistente.
Dopo una trattativa telefonica e via messaggi whatsapp e mail, la 50enne di San Polo si è convinta di aver fatto l’affare e lo scorso giugno ha prenotato e pagato una cauzione di 246 euro. Una volta versata la caparra ha ricevuto via mail una copia della ricevuta di pagamento e due voucher. Questi documenti, che avevano il probabile obiettivo di farle credere che era tutto in regola, la hanno però insospettita.
Verificate delle discrasie sull’operatività del volo proposto e constatato che sul gruppo Facebook c’erano altri clienti che lamentavano di aver subito una truffa, la reggiana ha cercato di tornare in possesso della caparra. I soldi però non sono stati restituiti e, materializzato di essere stata truffata, la donna si è rivolta ai carabinieri denunciando di essere stata raggirata.
Quando i militari hanno avviato le indagini, la pagina Facebook del gruppo era stata già chiusa. Ma questo non ha impedito ai carabinieri della stazione di San Polo d’Enza di risalire alle due truffatrici. Dopo una serie di riscontri l’Arma ha concentrato le attenzioni investigative sulle due romane e ha acquisito una serie di elementi di responsabilità per il reato di concorso in truffa. Così per la 34enne e la 36enne è scattata la denuncia alla procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia.
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