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«Il sexting coinvolge sempre più adolescenti»

di Roberto Fontanili
«Il sexting coinvolge sempre più adolescenti»

Il sociologo Bonacini: «È impossibile che le immagini restino private in un ambiente così affollato»

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REGGIO EMILIA. «La cosa fondamentale è dare un’educazione alle relazioni digitali fin dalla scuola media, perché non si può pensare che resti un segreto sui social». Il commento del sociologo dell’educazione Claudio Bonacini, a fronte della vicenda che ha visto minorenni rimanere prigioniere del sexting, parte dalle statistiche.

«La questione non è nuova – aggiunge – ma è chiaro che l’utilizzo dei social dovrebbe essere anticipato dalla consapevolezza che è impossibile che le immagini restino private in un ambiente così affollato». E sono i dati a dirlo. «Il rapporto Censis sulla comunicazione – spiega – dice che il 77,4% dei giovani tra i 14 e i 30 anni sono iscritti a Facebook e il 72.5% a YouTube. Questi mezzi hanno potenzialità positive, ma occorre affiancare la consapevolezza che si possono determinare problemi quando una foto o un video finiscono in Rete. Queste foto virtuali sono eterne e bisogna saperlo».

Per Bonacini preoccupa il sempre maggior ricorso al sexting da parte degli adolescenti.

«Secondo il Censis – continua – il 10% dei dirigenti scolastici italiani ha dovuto affrontare un problema di questo genere e il 18% di loro ritiene che in questo scambio di foto e video siano coinvolti tra il 5 e il 30% dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni. Ed è un fenomeno in aumento che si manifesta in età sempre più precoce. Infine, ed è un altro dato preoccupante, uno studio dell’ Osservatorio nazionale sull’adolescenza segnala che il condividere in rete foto e video intimi nel 2016 -2017 riguarda il 6% dei preadoloscenti tra gli 11 e i 13 anni e di questi 70% dei casi sono ragazze».

E ciò accade, conclude, «perché si va affermando un nuovo modo di vivere il rapporto con l’altro in termini virtuali. Un rapporto in cui nel mostrare le parti che si ritengono più belle di se stessi, vi è quella forte competizione che la società trasmette loro. I ragazzi trovano piacere nel proporsi e ricevere i like. Alcuni siti proprio perché i like danno una gratificazione, hanno inventato il “super like” che si può dare una volta al giorno. E c’è un’evoluzione nel vivere la sessualità: non è più solo fisica ma anche un piacere virtuale in cui il like è come una carezza virtuale».

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