MA TUTTO È SICURAMENTE UN CASO
di MARCO VASSALLOTTI
È sicuramente un caso che nel giro di una settimana sia uscita prima sulla stampa locale e poi su quella nazionale una serie di articoli che parlano di foto hot di adolescenti finite sul web e delle...
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È sicuramente un caso che nel giro di una settimana sia uscita prima sulla stampa locale e poi su quella nazionale una serie di articoli che parlano di foto hot di adolescenti finite sul web e delle relative denunce avvenute grazie alla meritoria opera de La Caramella Buona, lodando l’azione della onlus antipedofilia che ha sede a Reggio e del suo presidente, Roberto Mirabile.
È sicuramente un caso e sarei complottista a pensare il contrario.
Ed è sicuramente un caso che Mirabile interverrà tra una settimana a Reggio Emilia da relatore e da protagonista a un evento sulla "sicurezza" con Flavio Tosi (e gli amici suoi direttamente da Verona con furore, lealtà e azione) e Roberta Bruzzone, la criminologa sempre in prima linea su Rete4 e La Vita in Diretta.
Non c’entra nulla e sarei proprio complottista a pensarlo.
E sicuramente è un caso che prima di quell’evento i comitati cittadini di Reggio che - è risaputo - si stanno organizzando per una lista civica di destra si siano spaccati, con più di qualcuno che ha abbandonato un progetto avviato qualche mese fa con quella manifestazione contro i profughi senza simboli di partito, ma con qualche faccia più che riconoscibile.
Sarei decisamente complottista a pensare che le cose siano collegate.
E però non è un caso che nelle parole di Mirabile l’altro ieri su Repubblica si riconosca l’impronta di un certo modello culturale, per cui il futuro delle ragazzine che ha così solertemente difeso dalla loro stessa "superficialità" sia quello di "mogli e madri".
Come se la migliore protezione per le ragazze (e i ragazzi, aggiungo io) non stia nella loro educazione, sentimentale e sessuale, nella consapevolezza e nella presenza attiva e non repressiva di familiari ed educatori, che li metta al riparo dal ricatto e dall'abuso, ma nel ritorno a un mitico e logoro ruolo di "angeli del focolare", magari da proteggere perché potrebbero essere le nostre figlie, moglie e madri.
Perché è questo il modello culturale che evidentemente Mirabile continua ad avere come riferimento, ed è rivelatore di un’impostazione di pensiero che trovo allarmante.
È nella speranza che questa lettera possa aiutare a far riflettere sui pericoli della strumentalizzazione a cui si prestano casi come quelli saliti all’onore delle cronache in questi giorni, che invece andrebbero affrontati con in mente soltanto l’interesse dei minori coinvolti.
È sicuramente un caso e sarei complottista a pensare il contrario.
Ed è sicuramente un caso che Mirabile interverrà tra una settimana a Reggio Emilia da relatore e da protagonista a un evento sulla "sicurezza" con Flavio Tosi (e gli amici suoi direttamente da Verona con furore, lealtà e azione) e Roberta Bruzzone, la criminologa sempre in prima linea su Rete4 e La Vita in Diretta.
Non c’entra nulla e sarei proprio complottista a pensarlo.
E sicuramente è un caso che prima di quell’evento i comitati cittadini di Reggio che - è risaputo - si stanno organizzando per una lista civica di destra si siano spaccati, con più di qualcuno che ha abbandonato un progetto avviato qualche mese fa con quella manifestazione contro i profughi senza simboli di partito, ma con qualche faccia più che riconoscibile.
Sarei decisamente complottista a pensare che le cose siano collegate.
E però non è un caso che nelle parole di Mirabile l’altro ieri su Repubblica si riconosca l’impronta di un certo modello culturale, per cui il futuro delle ragazzine che ha così solertemente difeso dalla loro stessa "superficialità" sia quello di "mogli e madri".
Come se la migliore protezione per le ragazze (e i ragazzi, aggiungo io) non stia nella loro educazione, sentimentale e sessuale, nella consapevolezza e nella presenza attiva e non repressiva di familiari ed educatori, che li metta al riparo dal ricatto e dall'abuso, ma nel ritorno a un mitico e logoro ruolo di "angeli del focolare", magari da proteggere perché potrebbero essere le nostre figlie, moglie e madri.
Perché è questo il modello culturale che evidentemente Mirabile continua ad avere come riferimento, ed è rivelatore di un’impostazione di pensiero che trovo allarmante.
È nella speranza che questa lettera possa aiutare a far riflettere sui pericoli della strumentalizzazione a cui si prestano casi come quelli saliti all’onore delle cronache in questi giorni, che invece andrebbero affrontati con in mente soltanto l’interesse dei minori coinvolti.
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