«Spinto a investire nei diamanti ma valgono meno della metà»
Correggio, un pensionato: «Ho comprato due pietre per 20 mila euro. Le ho fatte valutare: 7 mila» L’Antitrust ha già sanzionato quattro banche e due aziende. Almeno 80 i reggiani coinvolti
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CORREGGIO. «Ho acquistato nel 2014 due diamanti da investimento e ho sborsato 20mila euro. Recentemente, dopo tutto quello che ho sentito dire, li ho fatti valutare da un gemmologo di Reggio, che lavora anche come perito per il tribunale, e mi ha detto che valgono 7mila euro». Questo il racconto di un pensionato correggese di 65 anni, che vuole mantenere l’anonimato, uno dei tanti coinvolti in quello che le associazioni di consumatori ritengono un vero e proprio inganno ai danni dei risparmiatori.
Nei giorni scorsi la Federconsumatori aveva annunciato che una decina di reggiani si erano rivolti ai suoi uffici a seguito della sanzione da 15 milioni di euro erogata dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato nei confronti di due imprese che vendono diamanti (la Intermarket Diamond Business e la Diamond Private Investment) e quattro banche intermediarie (Unicredit, Banco Bpm, Banca Intesa e Mps).
«Ora i reggiani che si sono rivolti a noi sono saliti a 80 - dice Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori - e nei prossimi giorni li incontreremo per fare il punto sulla situazione».
Il pensionato correggese spiega di essersi allarmato dopo la trasmissione di Report dell’anno scorso. «Nella mia banca di Correggio, Mps, mi era stato proposto l’acquisto di questi diamanti come forma di investimento sicuro, come bene rifugio». Acquisto che poi è avvenuto tramite un soggetto terzo, la Dpi.
L’Autorità garante nella sua delibera ha contestato alle imprese venditrici profili di scorrettezza riguardo le informazioni «ingannevoli e omissive» diffuse attraverso i siti internet e il materiale promozionale. In particolare le informazioni scorrette erano relative al prezzo di vendita dei diamanti e all’andamento del mercato, rappresentato in stabile e costante crescita (mentre «le quotazioni all’ingrosso dei diamanti lavorati sono invece calate tra il 2011 e il 2016».
Un’altra informazione scorretta sarebbe quella relativa all’agevole liquidabilità e rivendibilità dei diamanti alle quotazioni indicate e con una tempistica certa.
Nel mercato dei diamanti, ha fatto notare l’Autorità, non vi sono quotazioni ufficiali, diversamente da quanto avviene per altre materie prime, ma ci sono comunque degli indici di riferimento universalmente riconosciuti. Secondo la Consob, al quale è stato chiesto un parere, le quotazioni applicate dalle due imprese coinvolte sono costantemente superiori rispetto agli indici di riferimento internazionali. Ma come si è potuto arrivare a una forbice così ampia tra il prezzo d’acquisto e il valore effettivo? Bisogna aggiungere l’Iva al 22% a carico dell’acquirente, le commissioni almeno del 10% agli intermediari e si arriva alla fine a un investimento decurtato già in partenza di una quota variabile tra il 33% e il 42%.
Le società venditrici hanno respinto questi addebiti e annunciato ricorso nei confronti della delibera sanzionatoria. «Nei prossimi giorni ci sarà un incontro in banca con la società che ha venduto i diamanti - dice il pensionato -. Il consiglio al momento dell’acquisto era stato quello di tenerli per almeno 10 anni».
La rivendita di queste pietre preziose avviene attraverso la stessa società che li ha proposti, che applica una commissione decrescente dal 20% al 10%. Secondo i dati dei disinvestimenti fino ad ora avvenuti l’orizzonte temporale che consente di guadagnare, circa il 10%, è 10 anni, mentre fino a 5 anni l’investitore ci rimette. (j.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nei giorni scorsi la Federconsumatori aveva annunciato che una decina di reggiani si erano rivolti ai suoi uffici a seguito della sanzione da 15 milioni di euro erogata dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato nei confronti di due imprese che vendono diamanti (la Intermarket Diamond Business e la Diamond Private Investment) e quattro banche intermediarie (Unicredit, Banco Bpm, Banca Intesa e Mps).
«Ora i reggiani che si sono rivolti a noi sono saliti a 80 - dice Giovanni Trisolini, presidente di Federconsumatori - e nei prossimi giorni li incontreremo per fare il punto sulla situazione».
Il pensionato correggese spiega di essersi allarmato dopo la trasmissione di Report dell’anno scorso. «Nella mia banca di Correggio, Mps, mi era stato proposto l’acquisto di questi diamanti come forma di investimento sicuro, come bene rifugio». Acquisto che poi è avvenuto tramite un soggetto terzo, la Dpi.
L’Autorità garante nella sua delibera ha contestato alle imprese venditrici profili di scorrettezza riguardo le informazioni «ingannevoli e omissive» diffuse attraverso i siti internet e il materiale promozionale. In particolare le informazioni scorrette erano relative al prezzo di vendita dei diamanti e all’andamento del mercato, rappresentato in stabile e costante crescita (mentre «le quotazioni all’ingrosso dei diamanti lavorati sono invece calate tra il 2011 e il 2016».
Un’altra informazione scorretta sarebbe quella relativa all’agevole liquidabilità e rivendibilità dei diamanti alle quotazioni indicate e con una tempistica certa.
Nel mercato dei diamanti, ha fatto notare l’Autorità, non vi sono quotazioni ufficiali, diversamente da quanto avviene per altre materie prime, ma ci sono comunque degli indici di riferimento universalmente riconosciuti. Secondo la Consob, al quale è stato chiesto un parere, le quotazioni applicate dalle due imprese coinvolte sono costantemente superiori rispetto agli indici di riferimento internazionali. Ma come si è potuto arrivare a una forbice così ampia tra il prezzo d’acquisto e il valore effettivo? Bisogna aggiungere l’Iva al 22% a carico dell’acquirente, le commissioni almeno del 10% agli intermediari e si arriva alla fine a un investimento decurtato già in partenza di una quota variabile tra il 33% e il 42%.
Le società venditrici hanno respinto questi addebiti e annunciato ricorso nei confronti della delibera sanzionatoria. «Nei prossimi giorni ci sarà un incontro in banca con la società che ha venduto i diamanti - dice il pensionato -. Il consiglio al momento dell’acquisto era stato quello di tenerli per almeno 10 anni».
La rivendita di queste pietre preziose avviene attraverso la stessa società che li ha proposti, che applica una commissione decrescente dal 20% al 10%. Secondo i dati dei disinvestimenti fino ad ora avvenuti l’orizzonte temporale che consente di guadagnare, circa il 10%, è 10 anni, mentre fino a 5 anni l’investitore ci rimette. (j.d.p.)
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