Cinque anni di botte, 24enne arrestato
di Miriam Figliuolo
Il giovane finisce in manette al culmine dell’ennesimo grave episodio. In tribunale: «Mi dispiace». Il giudice lo tiene in cella
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NOVELLARA. Violenze in famiglia che si protraevano ormai da cinque anni ai danni dei genitori e della sorella piccola, costretti a chiudersi a chiave nei vari ambienti di casa per evitare le botte. È la drammatica vicenda che emerge con l’arresto di un giovane di 24 anni, da parte dei carabinieri della stazione di Novellara.
Il giovane ieri mattina, assistito dall’avvocato Andrea Davoli – in sostituzione del legale nominato d’ufficio Maria Rosaria Coluccia – è comparso in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto e ha ammesso le sue colpe chiedendo anche scusa. Ma i fatti che gli sono contestati sono troppo gravi e, come è emerso, reiterati nel tempo, al punto da costringere i familiari a vivere come veri e propri reclusi, con il terrore costante delle botte.
Inoltre l’impossibilità di garantire al giovane un domicilio alternativo all’abitazione della famiglia, per la quale è evidente l’esigenza di tutela dall’aggressività del 24enne, ha portato il giudice Alessandra Cardarelli a disporre per la permanenza in carcere dell’imputato. Convenendo così con le richieste della pubblica accusa, affidata a Stefania Pigozzi, sostituita in aula dal collega Roberto Belforti.
Il giovane è finito in carcere nella notte tra giovedì e ieri, al culmine dell’intervento dei carabinieri nell’abitazione della famiglia, proprio per sedare una lite. Non il primo intervento del genere eseguito dai militari dell’Arma in quella casa. Ma questa volta il loro arrivo non ha calmato il 24enne che aveva appena pestato la mamma, nonostante l’intervento del padre che cercava di riportarlo alla ragione.
Anzi. Oltre a continuare a minacciare i familiari, il giovane ha cominciato a offendere e minacciare anche i militari passando presto alle vie di fatto e aggredendo un maresciallo che lo aveva invitato ad allontanarsi. Bloccato dai carabinieri è stato poi arrestato per i reati di resistenza e pubblico ufficiale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.
La mamma, che poco prima era stata aggredita, è stata medicata al pronto soccorso e dimessa con una prognosi di 7 giorni per contusioni multiple. Assurdo il motivo che ha scatenato l’ultimo episodio di violenza: il 24enne accusava i familiari di avergli preso un cavo Usb, che invece era in camera del ragazzo, dove la mamma l’aveva trovato.
Avere infine trovato l’oggetto anziché calmare il 24enne lo ha mandato su tutte le furie portandolo a picchiare la mamma che ha scaraventato a terra e presa a calci e pugni.
Di qui l’intervento dei carabinieri di Novellara e l’arresto del giovane. Quindi la ricostruzione di un quinquennio di gratuite violenze con la scoperta che da anni, per evitare di essere picchiati, sia i genitori che la sorellina erano costretti a rinchiudersi a chiave nei vari ambienti di casa vivendo come dei veri e propri detenuti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giovane ieri mattina, assistito dall’avvocato Andrea Davoli – in sostituzione del legale nominato d’ufficio Maria Rosaria Coluccia – è comparso in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto e ha ammesso le sue colpe chiedendo anche scusa. Ma i fatti che gli sono contestati sono troppo gravi e, come è emerso, reiterati nel tempo, al punto da costringere i familiari a vivere come veri e propri reclusi, con il terrore costante delle botte.
Inoltre l’impossibilità di garantire al giovane un domicilio alternativo all’abitazione della famiglia, per la quale è evidente l’esigenza di tutela dall’aggressività del 24enne, ha portato il giudice Alessandra Cardarelli a disporre per la permanenza in carcere dell’imputato. Convenendo così con le richieste della pubblica accusa, affidata a Stefania Pigozzi, sostituita in aula dal collega Roberto Belforti.
Il giovane è finito in carcere nella notte tra giovedì e ieri, al culmine dell’intervento dei carabinieri nell’abitazione della famiglia, proprio per sedare una lite. Non il primo intervento del genere eseguito dai militari dell’Arma in quella casa. Ma questa volta il loro arrivo non ha calmato il 24enne che aveva appena pestato la mamma, nonostante l’intervento del padre che cercava di riportarlo alla ragione.
Anzi. Oltre a continuare a minacciare i familiari, il giovane ha cominciato a offendere e minacciare anche i militari passando presto alle vie di fatto e aggredendo un maresciallo che lo aveva invitato ad allontanarsi. Bloccato dai carabinieri è stato poi arrestato per i reati di resistenza e pubblico ufficiale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.
La mamma, che poco prima era stata aggredita, è stata medicata al pronto soccorso e dimessa con una prognosi di 7 giorni per contusioni multiple. Assurdo il motivo che ha scatenato l’ultimo episodio di violenza: il 24enne accusava i familiari di avergli preso un cavo Usb, che invece era in camera del ragazzo, dove la mamma l’aveva trovato.
Avere infine trovato l’oggetto anziché calmare il 24enne lo ha mandato su tutte le furie portandolo a picchiare la mamma che ha scaraventato a terra e presa a calci e pugni.
Di qui l’intervento dei carabinieri di Novellara e l’arresto del giovane. Quindi la ricostruzione di un quinquennio di gratuite violenze con la scoperta che da anni, per evitare di essere picchiati, sia i genitori che la sorellina erano costretti a rinchiudersi a chiave nei vari ambienti di casa vivendo come dei veri e propri detenuti.
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