Cooperazione e crisi a Reggio Emilia: «Unieco, 600 domande di risarcimento»
Federconsumatori: «I soci confidano che Baldini riconosca il prestito come uno strumento usato per l’attività del gruppo»
REGGIO EMILIA. Il punto nodale è la prededuzione, formula giuridica che fa aumentare la probabilità di vedersi restituita una quota non trascurabile del denaro prestato. Federconsumatori ne rivendica il riconoscimento ai soci del gruppo cooperativo Unieco travolto dalla crisi dell'edilizia.
La richiesta è contenuta nelle seicento domande inviate a loro nome al commissario liquidatore Corrado Baldini, presidente dell'ordine dei commercialisti, che finora ha incassato in sette mesi 7,6 milioni di liquidità, mentre l'indebitamento complessivo era salito un anno fa a 670 milioni.
«Abbiamo a che fare – spiega Giovanni Trisolini, presidente provinciale di Federconsumatori – con un professionista serio, scrupoloso, molto attento, con il quale abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione.
La consulta giuridica formata dai sei nostri avvocati sostiene che il prestito sociale, ammontante a un totale di circa dieci milioni, deve essere inserito nella prededuzione, cioè fra i crediti che vengono subito dopo i privilegiati (essenzialmente gli stipendi dei dipendenti) e prima dei chirografari. Infatti il prestito era stato sottoscritto dai soci nel corso degli anni sulla base di un accordo che lo finalizzava all’attività della cooperativa. Ciò ne modifica la veste, facendone non una semplice obbligazione, ma uno strumento per la prosecuzione della vita dell’azienda. Speriamo che Baldini accolga e faccia propria questa interpretazione».
La legge consentiva ai soci delle cooperative di produzione di versare fino a 70mila euro di prestito. Unieco aveva 1.200 soci, la metà dei quali, però, ha prestato somme molto modeste. Federconsumatori ha posto un limite di almeno 1.500 euro per rappresentare le loro richieste. Due mesi fa ha cominciato a raccoglierne le documentazioni, in modo da potere formalizzare e spedire le singole domande entro i quindici giorni concessi dal momento in cui i soci hanno poi ricevuto dal liquidatore le comunicazioni sullo stato di passività. Sul totale di circa seicento ne manca ancora una ventina da inviare.
«Fra questi seicento – riferisce Trisolini – i soci lavoratori sono circa 250. Gli altri 350 sono soci sovventori. Si tratta perlopiù di pensionati delle cooperative del gruppo Unieco, molti della zona di Correggio. In media hanno versato circa 30mila euro, impegnando la liquidazione. Nonostante le difficoltà mantengono un atteggiamento dignitoso, ma c'è chi deve pagare una badante o mantenere un figlio disoccupato. Uno non aveva ancora trovato il coraggio di confessare l’accaduto ai familiari».
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