campagnola
Donne e violenza, incontro a scuola
Oggi spettacolo e dibattito alla Galilei in collaborazione con Spi-Cgil
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CAMPAGNOLA. Il tema della violenza sulle donne sarà oggetto di dibattito, oggi, nelle aule della scuola secondaria di primo grado Galilei. Un modo per coinvolgere gli studenti in una riflessione collettiva. A stimolare il dibattito sarà uno spettacolo dal titolo “Non chiamarmi Amore. Assolo di donna”, interpretato dall’attrice-regista Elisa Lolli.
L’iniziativa è promossa dal sindacato pensionati Spi Cgil di Reggio Emilia che, insieme ai docenti e alla dirigente scolastica hanno deciso di affrontare con i ragazzi un argomento di grande rilevanza sociale.
Mauro Veneroni, dello Spi Cgil spiegherà agli studenti perché è importante partire dalle giovani generazioni.
«Il potere dell’uomo sulla donna attraversa tutti i secoli – dice Veneroni –. Si andava dalla forza fisica al potere economico. Oggi è intollerabile che ancora dobbiamo assistere a questo scempio umano. Come Spi Cgil crediamo che, oltre a reprimere duramente chi si macchia di questo delitto, si debba fare una profonda riflessione culturale e di costume. Il modo migliore è partire dalle giovani generazioni e spiegare che non devono esistere persone che possano usare violenza su altri e abusare della fragilità altrui fino a causarne la morte. Nel caso specifico del rapporto tra un uomo e una donna nessuna imposizione deve avvenire nel nome di un falso amore. L’iniziativa, concordata da Spi Cgil con le insegnanti della scuola – conclude Veneroni – è un contributo certamente non risolutivo, ma crediamo che sia necessario portare questo tema nelle aule per iniziare a parlare di diritti e di rispetto insieme alle ragazze e ai ragazzi». (m.p.)
L’iniziativa è promossa dal sindacato pensionati Spi Cgil di Reggio Emilia che, insieme ai docenti e alla dirigente scolastica hanno deciso di affrontare con i ragazzi un argomento di grande rilevanza sociale.
Mauro Veneroni, dello Spi Cgil spiegherà agli studenti perché è importante partire dalle giovani generazioni.
«Il potere dell’uomo sulla donna attraversa tutti i secoli – dice Veneroni –. Si andava dalla forza fisica al potere economico. Oggi è intollerabile che ancora dobbiamo assistere a questo scempio umano. Come Spi Cgil crediamo che, oltre a reprimere duramente chi si macchia di questo delitto, si debba fare una profonda riflessione culturale e di costume. Il modo migliore è partire dalle giovani generazioni e spiegare che non devono esistere persone che possano usare violenza su altri e abusare della fragilità altrui fino a causarne la morte. Nel caso specifico del rapporto tra un uomo e una donna nessuna imposizione deve avvenire nel nome di un falso amore. L’iniziativa, concordata da Spi Cgil con le insegnanti della scuola – conclude Veneroni – è un contributo certamente non risolutivo, ma crediamo che sia necessario portare questo tema nelle aule per iniziare a parlare di diritti e di rispetto insieme alle ragazze e ai ragazzi». (m.p.)
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