A Vezzano strada finita e già da rifare: «Imprese locali beffate»
Cantiere alla Vecchia e alla Bettola, dove ha operato una ditta calabrese. Aziende della montagna critiche con il sistema di appalti Anas: «Ora chi paga?»
VEZZANO. L’Anas ha reso noto che sulla statale 63, alla Vecchia, proseguiranno fino a lunedì 20 novembre i lavori di sistemazione della sede stradale e resterà quindi attivo il senso unico alternato regolato da semaforo.
L'intervento si è reso necessario per il cedimento stradale in corrispondenza dei due punti in cui Anas era già intervenuta nelle settimane scorse, e in particolare dove erano state posate delle canalizzazioni sotterranee. La pioggia dei giorni scorsi ha causato un assestamento del terreno e l’avvallamento della sede stradale. In questi giorni le ruspe hanno dunque riaperto la strada che era stata anche riasfaltata di recente, e posizionato delle reti metalliche che serviranno a sostenere il terreno e ad evitare il ripetersi del problema.
Nella giornata di venerdì si è registrato qualche disagio in chi percorreva la statale, in particolare negli orari di maggiore passaggio dei pendolari, che del resto ormai sono abituati ai lavori in quel punto (e nella vicina Bettola) che più o meno continuativamente sono andati avanti negli ultimi tre mesi.
Ma questi nuovi lavori, proprio perché subentrano a un cantiere che di fatto era appena stato chiuso, portano con loro anche alcune polemiche.
Alcune imprese della montagna hanno fatto pervenire alla Gazzetta una esternazione piuttosto critica: «In località Bettola e La Vecchia, dopo settimane di lavoro da parte di una ditta di Catanzaro, dopo lunghi giorni di sensi unici alternati regolati da semaforo, dopo due chiusure notturne totali della statale per eseguire gli attraversamenti sottostradali (chiusure tra l’altro che mai erano avvenute in passato per un intervento di questo tipo che poteva essere eseguito in due fasi), dopo tante colonne di automezzi sia al mattino verso la città che la sera verso la montagna, ora si deve intervenire con una ditta locale per ripristinare lavori appena conclusi da parte di chi è arrivato qui da 1000 chilometri di distanza e poi se ne è andato lasciando questa situazione.
Al di là di capire chi pagherà questi altri lavori riparatori, sottolineiamo che si tratta di una beffa per le imprese locali chiamate ogni giorno a eseguire con cura e professionalità lavorazioni sulle strade della provincia. Crediamo sia giunto il momento – affermano le ditte – di riflettere seriamente su questo nuovo sistema di appalti che limita per le imprese del territorio la possibilità di partecipare, possibilità che sono affidate alla ruota della fortuna dei sorteggi, il tutto in nome di una presunta lotta alla corruzione. Se questi sono i risultati viene da chiedersi se la cura adottata sia quella giusta». (l.t.)
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