Falsa denuncia di stalking per spaventare il “rivale”
Scandiano: il marito scopre i messaggi WhatsApp tra la moglie e un padovano Quest’ultimo compone un documento taroccato usando loghi dei carabinieri
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SCANDIANO. Tempesta di messaggi l’amico della moglie, che risponde mandando al “rivale” una finta denuncia ai carabinieri per stalking, contraffatta tramite internet. E si ritrova con una denuncia vera sul groppone.
Come da spietato segno dei tempi, corre tutta sui cellulari e sul web questa vicenda di gelosia e presunte infedeltà scoperta dai carabinieri della tenenza di Scandiano. Una storia per ora approdata ad una denuncia a carico di un cinquantenne residente a Padova con l’accusa di falsità materiale commessa da privato. L’uomo ha ammesso di aver costruito una denuncia per stalking copiando testi e loghi trovati su diversi siti, e di averla inviata al marito di una sua conoscente con l’obiettivo di spaventarlo.
Il coniuge in questione, un 31enne scandianese, era gelosissimo delle conversazioni via WhatsApp tra la moglie e il padovano, e ha iniziato a mandare dei messaggi – decisamente meno garbati rispetto a quelli della consorte – al cinquantenne veneto, per farlo desistere.
Il padovano ha reagito con la falsa denuncia, che però ha portato ad una denuncia nei suoi confronti, in questo caso vera e concreta, controfirmata dai carabinieri della tenenza di Scandiano.
A far partire il tutto, un semplice rapporto professionale. Il cinquantenne padovano, per lavoro, viaggia in tutto il Nord Italia e spesso fa tappa anche nella nostra provincia, nel distretto ceramico. Qui, in un’azienda, conosce una donna residente a Scandiano, sposata con il 31enne in questione. Qualche chiacchiera, lo scambio dei numeri di telefono e poi diversi messaggi inviati vicendevolmente, usando il sistema oggi più utilizzato in assoluto: l’applicazione per cellulari WhatsApp.
Il marito della donna, però, controllando il telefonino della consorte scopre le conversazioni e non reagisce per nulla bene, nonostante la moglie cerchi di rassicurarlo parlando di semplici chiacchiere con una persona conosciuta sul lavoro. Sempre dal cellulare, il 31enne ricava il numero telefonico di quello che ormai vede come un rivale, e decide di contattarlo. Prima prova a telefonargli, senza ottenere risposte, poi passa ai messaggi, dai toni piuttosto chiari: con parole brusche, per così dire, lo invita a lasciare stare la propria moglie e ad occuparsi di altro.
Tutta la manovra viene portata avanti dal marito usando delle altre utenze telefoniche, fornite da conoscenti, così da non far risalire al proprio numero personale. Il cinquantenne, dopo lo stupore iniziale, reagisce provando a spaventare il marito della donna. Qualche ricerca su internet per trovare il testo di una denuncia per stalking e molestie, oltre alla carta intestata dei carabinieri. Con questo materiale, il padovano confeziona una finta denuncia che poi manda, sempre come messaggio WhatsApp, allo scandianese geloso.
Quest’ultimo, sorpreso e preoccupato, a quel punto decide di rivolgersi ai carabinieri del suo paese per chiedere lumi. Ai militari della tenenza locale basta poco per capire che la denuncia è un “pacco”: già i loghi raccontano di un tentativo di contraffazione artigianale e non particolarmente riuscito. I carabinieri di Scandiano rassicurano quindi il 31enne e avviano delle indagini per falsità materiale, arrivando facilmente all’autore.
Il cinquantenne padovano ammette il tutto, spiegando il suo gesto come un tentativo di allontanare quello che ormai percepiva come un molestatore. E così tutta la ragnatela di messaggi e gelosie viene a galla. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Come da spietato segno dei tempi, corre tutta sui cellulari e sul web questa vicenda di gelosia e presunte infedeltà scoperta dai carabinieri della tenenza di Scandiano. Una storia per ora approdata ad una denuncia a carico di un cinquantenne residente a Padova con l’accusa di falsità materiale commessa da privato. L’uomo ha ammesso di aver costruito una denuncia per stalking copiando testi e loghi trovati su diversi siti, e di averla inviata al marito di una sua conoscente con l’obiettivo di spaventarlo.
Il coniuge in questione, un 31enne scandianese, era gelosissimo delle conversazioni via WhatsApp tra la moglie e il padovano, e ha iniziato a mandare dei messaggi – decisamente meno garbati rispetto a quelli della consorte – al cinquantenne veneto, per farlo desistere.
Il padovano ha reagito con la falsa denuncia, che però ha portato ad una denuncia nei suoi confronti, in questo caso vera e concreta, controfirmata dai carabinieri della tenenza di Scandiano.
A far partire il tutto, un semplice rapporto professionale. Il cinquantenne padovano, per lavoro, viaggia in tutto il Nord Italia e spesso fa tappa anche nella nostra provincia, nel distretto ceramico. Qui, in un’azienda, conosce una donna residente a Scandiano, sposata con il 31enne in questione. Qualche chiacchiera, lo scambio dei numeri di telefono e poi diversi messaggi inviati vicendevolmente, usando il sistema oggi più utilizzato in assoluto: l’applicazione per cellulari WhatsApp.
Il marito della donna, però, controllando il telefonino della consorte scopre le conversazioni e non reagisce per nulla bene, nonostante la moglie cerchi di rassicurarlo parlando di semplici chiacchiere con una persona conosciuta sul lavoro. Sempre dal cellulare, il 31enne ricava il numero telefonico di quello che ormai vede come un rivale, e decide di contattarlo. Prima prova a telefonargli, senza ottenere risposte, poi passa ai messaggi, dai toni piuttosto chiari: con parole brusche, per così dire, lo invita a lasciare stare la propria moglie e ad occuparsi di altro.
Tutta la manovra viene portata avanti dal marito usando delle altre utenze telefoniche, fornite da conoscenti, così da non far risalire al proprio numero personale. Il cinquantenne, dopo lo stupore iniziale, reagisce provando a spaventare il marito della donna. Qualche ricerca su internet per trovare il testo di una denuncia per stalking e molestie, oltre alla carta intestata dei carabinieri. Con questo materiale, il padovano confeziona una finta denuncia che poi manda, sempre come messaggio WhatsApp, allo scandianese geloso.
Quest’ultimo, sorpreso e preoccupato, a quel punto decide di rivolgersi ai carabinieri del suo paese per chiedere lumi. Ai militari della tenenza locale basta poco per capire che la denuncia è un “pacco”: già i loghi raccontano di un tentativo di contraffazione artigianale e non particolarmente riuscito. I carabinieri di Scandiano rassicurano quindi il 31enne e avviano delle indagini per falsità materiale, arrivando facilmente all’autore.
Il cinquantenne padovano ammette il tutto, spiegando il suo gesto come un tentativo di allontanare quello che ormai percepiva come un molestatore. E così tutta la ragnatela di messaggi e gelosie viene a galla. (adr.ar.)
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