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«Sospendere l’opera e discuterne meglio»

«Sospendere l’opera e discuterne meglio»

All’ordine del giorno una mozione popolare «per fare chiarezza su costi e impiego di soldi pubblici»

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REGGIO EMILIA. «Non chiediamo di non fare l’opera. Ma di sospendere l’iter per poterne discutere un po’ di più». Francesco Fantuzzi di “Reggio città aperta” domani presenterà in consiglio comunale la mozione di iniziativa popolare per la richiesta di sospensione del progetto, firmata da 700 cittadini e appoggiata tra gli altri da Movimento 5 Stelle, Agenda Verde, Possibile, Alleanza Civica, Pci e la senatrice Maria Mussini. «Per realizzare questa opera saranno usati soldi pubblici, 1,7 milioni provenienti dalla Regione, per questo è necessario che sia fatto chiarezza su tutti gli aspetti. Nel progetto messo online sul sito del Comune ci sono appena due paginette sui costi e niente sui ricavi previsti. Si dà in concessione per 18 anni un’area pubblica ma non c’è alcuna tutela nel caso insorgano problemi economici dei privati che dovranno gestire l’Arena».

Fantuzzi su Facebook ha invitato i cittadini a partecipare alla discussione di domani, organizzando un evento dal titolo “Concerto di Bruce Springsteen in consiglio comunale”. «Una provocazione - spiega Fantuzzi - dato che ci dicono che siamo contro la musica mentre nessuno di noi lo è».

Agenda Verde Reggio Emilia lamenta il fatto che il progetto sarà approvato prima degli incontri nei quartieri con i cittadini interessati. «La riteniamo una scorrettezza e una mancanza di rispetto per i cittadini, in particolare per quelli dei quartieri di Santa Croce e Gavassa che saranno direttamente e pesantemente interessati dal progetto». Per Agenda Verde «non è assolutamente credibile che gli eventi siano ad impatto zero. Trecentomila persone a estate, per 18 anni di seguito, si sentono eccome».

Per Marco Catellani di Possibile è necessario un supplemento di discussione, perché «ci risulta evidente quali e quanti potranno essere i ritorni sugli investimenti privati che in quell’area verranno sostenuti, però ci risulta difficile intravedere e immaginare le ricadute sulla collettività». Catellani si chiede «perché il pubblico deve investire in questa opera ingenti risorsi? Quali saranno i benefici che ne trarremo e , soprattutto, quali gli investimenti che pretenderemo dal privato a favore della collettività quanto meno per alleviare i disagi che subiranno chi abita e vive vicino a quella zona?».

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