L’ultimo caso dei selfie hard di 60 studentesse
L’ultimo episodio che riguarda lo scambio di foto hard sui social risale alla settimana scorsa: una sessantina di studentesse minorenni reggiane e modenesi avrebbero inviato i propri selfie hard in...
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L’ultimo episodio che riguarda lo scambio di foto hard sui social risale alla settimana scorsa: una sessantina di studentesse minorenni reggiane e modenesi avrebbero inviato i propri selfie hard in una chat di whatsapp che doveva restare blindata e che per ragioni non chiare, sono finite nelle mani di qualcuno che le ha diffuse sul web. Una notizia diffusa da Roberto Mirabile, presidente dell’associazione La Caramella Buona Onlus di
Reggio Emilia, poi rilanciata da quotidiani e dalle Tv nazionali. E le ragazze cosa dicono? A sentire loro, il fenomeno non è solo diffuso ma è considerato pure normale. Normalissimo. Funziona così, raccontano loro: se un ragazzo mostra interesse per una ragazza, anche di 14 anni, è abbastanza normale che lui gli chieda di mandargli una foto nuda ed è difficile che lei dica di no, perché si sminuirebbe agli occhi di lui che poi lo racconterebbe agli altri. Allora ci si fa coraggio, e neanche tanto visto l’andazzo: ci si mette in posa, in bagno, in cameretta, in sala, su un letto. Si sceglie la posa, ci si ispira a qualche immagine
hard vista in rete o alle movenze di qualche personaggio di quelli che presenziano nelle trasmissioni culturali del pomeriggio o semplicemente alla propria inclinazione naturale scoperta e catalizzata anzitempo grazie alle nuove tecnologie. Un click e la foto è fatta. Un altro click e la foto è inviata.
Reggio Emilia, poi rilanciata da quotidiani e dalle Tv nazionali. E le ragazze cosa dicono? A sentire loro, il fenomeno non è solo diffuso ma è considerato pure normale. Normalissimo. Funziona così, raccontano loro: se un ragazzo mostra interesse per una ragazza, anche di 14 anni, è abbastanza normale che lui gli chieda di mandargli una foto nuda ed è difficile che lei dica di no, perché si sminuirebbe agli occhi di lui che poi lo racconterebbe agli altri. Allora ci si fa coraggio, e neanche tanto visto l’andazzo: ci si mette in posa, in bagno, in cameretta, in sala, su un letto. Si sceglie la posa, ci si ispira a qualche immagine
hard vista in rete o alle movenze di qualche personaggio di quelli che presenziano nelle trasmissioni culturali del pomeriggio o semplicemente alla propria inclinazione naturale scoperta e catalizzata anzitempo grazie alle nuove tecnologie. Un click e la foto è fatta. Un altro click e la foto è inviata.
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