Cordoglio per la morte di Alessi
Prigioniero a Buchenwald, per anni è stato testimone alle scuole di Rio Saliceto
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RIO SALICETO. Nei giorni scorsi è morto Remo Alessi, 92 anni, figura di spicco della Resistenza reggiana. Abitava a Novellara.
Oltre che nel suo paese, era conosciuto anche a Rio Saliceto perché negli ultimi anni, durante il periodo dedicato alla memoria, veniva invitato alla scuola primaria del paese, dove insegna sua figlia Monica, per raccontare ai ragazzi la sua esperienza, il valore della Resistenza e della pace.
Per questo motivo la sua scomparsa, oltre che a Novellara, ha suscitato cordoglio anche a Rio Saliceto.
La prima volta in cui venne chiamato alla scuola elementare “Anna Frank” era il gennaio 2013. Remo Alessi aveva 88 anni e solo da poco aveva rivelato alla sua famiglia di essere stato tenuto prigioniero nel campo di concentramento di Buchenwald, fra il 1943 e il 1945.
Davanti a tanti bambini. Alessi raccontò la sua dolorosa esperienza, con pacatezza e semplicità, a cominciare dal disumano viaggio in treno verso il campo di concentramento. L’anziano mostrò ai bambini i segni ancora evidenti delle percosse ricevute da un soldato nazista: un violento colpo alla testa che gli fu inferto come punizione per avere tentato di appropriarsi di poche bucce di patata abbandonate su un tavolo.
Dopo decenni di silenzio, l’ex combattente ha superato la paura di non essere creduto e si è impegnato per anni al fine di portare nelle scuole una preziosa testimonianza in occasione delle commemorazioni per il Giorno della Memoria. Testimonianze preziose sugli anni trascorsi a Buchenwald, uno dei campi di concentramento più grandi della Germania nazista.
Remo Alessi è stato presidente dell’associazione combattenti di Roncoferraro ed è stato insignito della medaglia d’onore.
«In coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e ascoltare le sue memorie ha lasciato un esempio di profonda umanità – affermano le insegnanti della scuola primaria “Anna Frank” di Rio Saliceto, che lo ricordano con sincera gratitudine –. Agli alunni che hanno avuto la fortunata occasione di incontrarlo lascia molto più di quanto una lezione di storia sulla Seconda Guerra Mondiale o ilparagrafo di un libro potranno mai fare».
Oltre che nel suo paese, era conosciuto anche a Rio Saliceto perché negli ultimi anni, durante il periodo dedicato alla memoria, veniva invitato alla scuola primaria del paese, dove insegna sua figlia Monica, per raccontare ai ragazzi la sua esperienza, il valore della Resistenza e della pace.
Per questo motivo la sua scomparsa, oltre che a Novellara, ha suscitato cordoglio anche a Rio Saliceto.
La prima volta in cui venne chiamato alla scuola elementare “Anna Frank” era il gennaio 2013. Remo Alessi aveva 88 anni e solo da poco aveva rivelato alla sua famiglia di essere stato tenuto prigioniero nel campo di concentramento di Buchenwald, fra il 1943 e il 1945.
Davanti a tanti bambini. Alessi raccontò la sua dolorosa esperienza, con pacatezza e semplicità, a cominciare dal disumano viaggio in treno verso il campo di concentramento. L’anziano mostrò ai bambini i segni ancora evidenti delle percosse ricevute da un soldato nazista: un violento colpo alla testa che gli fu inferto come punizione per avere tentato di appropriarsi di poche bucce di patata abbandonate su un tavolo.
Dopo decenni di silenzio, l’ex combattente ha superato la paura di non essere creduto e si è impegnato per anni al fine di portare nelle scuole una preziosa testimonianza in occasione delle commemorazioni per il Giorno della Memoria. Testimonianze preziose sugli anni trascorsi a Buchenwald, uno dei campi di concentramento più grandi della Germania nazista.
Remo Alessi è stato presidente dell’associazione combattenti di Roncoferraro ed è stato insignito della medaglia d’onore.
«In coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e ascoltare le sue memorie ha lasciato un esempio di profonda umanità – affermano le insegnanti della scuola primaria “Anna Frank” di Rio Saliceto, che lo ricordano con sincera gratitudine –. Agli alunni che hanno avuto la fortunata occasione di incontrarlo lascia molto più di quanto una lezione di storia sulla Seconda Guerra Mondiale o ilparagrafo di un libro potranno mai fare».
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