Gualtieri
Muore a 71 anni Maurizio Allegri
Era uno dei padri del museo Peppone e Don Camillo. Oggi i funerali
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GUALTIERI. Sono in programma questo pomeriggio i funerali di Maurizio Allegri, 71enne originario di Santa Vittoria molto conosciuto sia nella bassa reggiana che in quella mantovana. Aveva infatti vissuto a lungo nella frazione gualtierese (e lavorato all’azienda Ellebi) insieme alla famiglia per poi trasferirsi a Brescello dove, per una decina d’anni, aveva gestito il bar Centrale, che oggi si chiama bar Peppone.
Allegri, alla fine degli anni ‘80, contribuì in maniera decisiva alla nascita del museo “Peppone e Don Camillo” insieme ad altri brescellesi: proprio all’interno del suo bar si riuniva il cosiddetto “Club della talpa”, composto oltre che da lui anche dal calzolaio del paese Erminio Bertoli, dal macellaio Mauro Savio e dal compianto Fernando Paris. Le riunioni erano rigorosamente segrete, e avvenivano di notte con la saracinesca abbassata, fino a quando il museo non vide la luce nell’aprile del 1989, raggruppando al suo interno tanti cimeli che avevano caratterizzato i film girati a Brescello.
Allegri, che aveva lavorato anche commerciante ambulante di abbigliamento a cavallo tra le province di Reggio e Mantova, in paese era conosciuto anche col soprannome di JR (o semplicemente Jay) in quanto amava indossare un cappello simile a quello dell’omonimo personaggio della celebre serie “Dallas”.
Da qualche tempo era ricoverato in una casa di cura a Volta Mantovana: nella notte tra sabato e domenica un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute ne ha comportato il trasferimento all’ospedale di Castiglione delle Stiviere dove poi è morto domenica mattina.
Allegri lascia la moglie Franca, i figli Dino e Mirco e il nipotino Mattia.
Questo pomeriggio il corteo funebre partirà alle 14.30 dalla casa di riposo di Viadana per raggiungere poi la chiesa di Santa Vittoria alle 15, dove si svolgerà la funzione. Al termine, la salma sarà tumulata nel cimitero della frazione gualtierese. (a.v.)
Allegri, alla fine degli anni ‘80, contribuì in maniera decisiva alla nascita del museo “Peppone e Don Camillo” insieme ad altri brescellesi: proprio all’interno del suo bar si riuniva il cosiddetto “Club della talpa”, composto oltre che da lui anche dal calzolaio del paese Erminio Bertoli, dal macellaio Mauro Savio e dal compianto Fernando Paris. Le riunioni erano rigorosamente segrete, e avvenivano di notte con la saracinesca abbassata, fino a quando il museo non vide la luce nell’aprile del 1989, raggruppando al suo interno tanti cimeli che avevano caratterizzato i film girati a Brescello.
Allegri, che aveva lavorato anche commerciante ambulante di abbigliamento a cavallo tra le province di Reggio e Mantova, in paese era conosciuto anche col soprannome di JR (o semplicemente Jay) in quanto amava indossare un cappello simile a quello dell’omonimo personaggio della celebre serie “Dallas”.
Da qualche tempo era ricoverato in una casa di cura a Volta Mantovana: nella notte tra sabato e domenica un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute ne ha comportato il trasferimento all’ospedale di Castiglione delle Stiviere dove poi è morto domenica mattina.
Allegri lascia la moglie Franca, i figli Dino e Mirco e il nipotino Mattia.
Questo pomeriggio il corteo funebre partirà alle 14.30 dalla casa di riposo di Viadana per raggiungere poi la chiesa di Santa Vittoria alle 15, dove si svolgerà la funzione. Al termine, la salma sarà tumulata nel cimitero della frazione gualtierese. (a.v.)
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