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Avl punta su Reggio e assume 50 ingegneri

di Enrico Lorenzo Tidona
Avl punta su Reggio e assume 50 ingegneri

Ad aprile la multinazionale austriaca ha acquisito i laboratori della Landi Renzo. Brancale: «Meglio qui che in Germania»

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CAVRIAGO. Negli avveniristici laboratori inaugurati appena quattro anni fa dalla Landi Renzo e ceduti dopo la crisi aziendale lo scorso aprile agli austriaci della Avl, troveranno posto 50 nuovi ingegneri. Tutte assunzioni da effettuare entro 12 mesi, rivolte per buona parte a giovani neolaureati.

Un miracolo nella terra della meccanica avanzata, soprattutto perché generato da una difficoltà aziendale divenuta un’opportunità di sviluppo di alto profilo. Il tutto orchestrato da Avl, multinazionale austriaca che sviluppa sistemi di trazione sia tradizionali che ibridi ed elettrici, presente in 48 paesi, con 9mila ingegneri e che investe il 10% del suo mastodontico fatturato da 1,6 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. Tema, quest’ultimo, che voleva implementare in Emilia. Gli era stato offerto quindi uno spazio al Tecnopolo di Reggio ma che avrebbe potuto al massimo ospitare un laboratorio destinato al mercato italiano. Così la casa madre austriaca aveva mollato il colpo pensando di aprire il suo 21esimo centro di sviluppo e ricerca nel mondo in Germania. Sogno scippato ai tedeschi all’ultimo facendo leva sull’offerta di vendita della Landi Renzo, dalla quale Avl Italia ha rilevato l’aprile scorso il ramo d’azienda che aveva una ventina di dipendenti a Corte Tegge, diventati subito 40 e più e destinati a diventare addirittura 100 entro un anno.

Un’escalation da primato per investimento – 10 milioni di euro tra acquisto del ramo e nuovi macchinari – sul quale ci ha messo lo zampino la Regione Emilia-Romagna che ha finanziato oltre 3 milioni di euro tramite la legge 14, ovvero il «bando sull’attrattività», già sfruttato a Reggio dalla Electric80 di Viano. «L’investimento doveva essere fatto in Germania ma il supporto della Regione ci ha fatto propendere per Reggio, dove c’era un’opportunità che collimava con le nostre esigenze» ha annunciato ieri soddisfatto l’ad di Avl Italia, Dino Brancale, che ha aperto le porte di quella che fino a pochi mesi fa era una sorta di preziosa dépendance tecnologica di casa Landi. Lo stabile ha ancora il profumo della vernice fresca e dentro ha trovato posto la fabbrica del futuro: intonsa, fatta di laboratori e tecnici ai quali manca solo il camice, dove si sviluppano le più avanzate tecnologie dell’automotive. Un pezzo pregiato della Landi, situato nello stesso complesso industriale senza divisori – cambia solo l’nsegna – acquistato per 5,7 milioni di euro da Avl, che ieri ha mostrato i suoi laboratori proprio mentre il cda della Landi Renzo stava votando a pochi passi di distanza la nuova trimestrale (leggi articolo sotto). Una coabitazione particolare, che avviene nella zona industriale di Corte Tegge e che tutto sommato fa tirare un sospiro di sollievo al sindaco Paolo Burani, presente ieri in conferenza stampa alla Avl, che con le assunzioni vede una mitigazione degli esuberi annunciati al di là del cortile dalla Landi: «Abbiamo investito tanti soldi affinché Corte Tegge passasse dall’essere un’area artigianale a un polo industriale moderno. L’allungamento della tangenziale va in questo senso e l’arrivo di Avl dimostra che è un’area attrattiva» dice Burani. «Con i bandi abbiamo investito 40 milioni di euro generando investimenti privati per 500 milioni di euro con nuova occupazione per 1.200 persone», aggiunge l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi.

Più che manodopera, Avl ha bisogno di menti in opera per sviluppare progetti legati all’automobilismo per tutte le case, comprese le italiane Fiat, Ferrari, Maserati, Cnh, ma anche con partner reggiani come Kohler (ex Lombardini).

Avl si occupa di progettazione motori, calibrazione veicoli, ricerca e sviluppo su sistemi avanzati di combustione fino all’ibrido, oltre alle automazione per sale prova motori che saranno sviluppate a Cavriago. «Ci servono nuove leve – assicura Brancale – e sarà nostra cura formarle nei nostri centri esteri per poi riportarli qui».

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