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In 50 da Gattatico per il processo

In 50 da Gattatico per il processo

Il gruppo spontaneo ha seguito l’udienza. In aula anche gli universitari di Libera  

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REGGIO EMILIA. Aula bunker piena ieri, perlomeno nella zona riservata al pubblico.

Oltre ai familiari degli imputati, spiccano due gruppi. Da Gattatico hanno riempito un pullman una cinquantina di persone (in maggioranza donne) di diverse età. «Siamo cittadini che spontaneamente hanno voluto non mancare ad un processo storico come Aemilia – dicono davanti al taccuino – e non è detto che qualcuno non torni sabato per ascoltare i pentiti Giglio e Marino». Poi vi sono i giovani – un’altra cinquantina – dei presidi universitari di Libera negli atenei di Bologna e Trento. Studenti che non arrivano certo impreparati a seguire un processo complesso come quello in corso dal marzo 2016 a Reggio Emilia, perché hanno alle spalle gli incontri preparatori con i volontari dell’associazione antimafia Libera. Entro l’anno saranno 2.500 gli studenti presenti alle udienze.

Sinora hanno seguito le "tappe" di questo storico procedimento varie classi o presidi universitari di tre regioni (Emilia-Romagna, Lombardia e Marche) nel solco che Libera porta avanti con due ben precisi obiettivi: sostegno alla didattica tradizionale e promozione di una cultura della legalità. Una presenza contestata in due momenti dagli imputati di Aemilia, ma l’allontanamento dall’aula-bunker (come quello dei giornalisti) è sempre stato respinto dalla Corte.

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