«Ricoveri in pianura se nevica: la logica?»
CASTELNOVO MONTI. «Mi sfugge la logica con cui prima si sostiene la chiusura del punto nascita di Castelnovo Monti e poi si propone alle partorienti una sistemazione in un ospedale di pianura per una...
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CASTELNOVO MONTI. «Mi sfugge la logica con cui prima si sostiene la chiusura del punto nascita di Castelnovo Monti e poi si propone alle partorienti una sistemazione in un ospedale di pianura per una notte a causa della neve». Il consigliere regionale Yuri Torri torna all’attacco sulle questioni legate alla natalità in montagna, dopo la decisione dell’Ausl provinciale di offrire per la nottata di lunedì un posto letto negli ospedali di Scandiano, Montecchio o Reggio Emilia alle mamme residenti in montagna ormai vicine al parto. La violenta nevicata di lunedì aveva reso molto complessi i trasporti, e l’Ausl ha fatto la proposta alle donne che volessero essere sicure in caso di doglie o di problemi sanitari. Torri sottolinea come la garantita sicurezza portata dalla chiusura del punto nascite non sia in realtà tale, e chiede, con ironia, come mai prima si chiude il punto nascite e poi, a causa della neve, si propone una notte in un ospedale della pianura. «Dev'essere perché non sono un tecnico. È chiaro che, per come stanno le cose, dev'essere garantito il massimo della assistenza. Ma l'inverno in queste zone per lo più è così, si sa. E di alternative sicure e praticabili ne erano state proposte da Comuni, comitati e professionisti. L'ho già scritto, sostenuto e votato, io come altri, e credo vadano rivalutate», aggiunge. Di questo tema parla anche l’esponente di centrodestra Luca Mulè, coordinatore provinciale di Direzione Italia, che interviene anche sul caso della bimba nata con taglio cesareo a Reggio dopo una visita a Castelnovo: «è inaccettabile pensare che debba essere questa la normalità verso cui dovremo abituare le nostre famiglie dell'arco di territorio che va dalla pedemontana fino al valico dell’appennino», afferma. «In questo modo il pericolo è esponenziale, sia per la mancanza di un'adeguata assistenza immediata, sia per le modalità di soccorso che avverranno in un clima di tensione negativa per la neo-partoriente dovuto in particolare alla corsa obbligata delle ambulanze, oltretutto con l'avvicinarsi della brutta stagione».
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