Interrogatorio
Tentata rapina resta dentro l’albanese preso a Rivalta
REGGIO EMILIA . «Non volevo rubare. Sono entrato in quella casa perché non sapevo dove andare a dormire». Questa la spiegazione fornita ieri mattina dall’albanese clandestino che sabato notte aveva...
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REGGIO EMILIA . «Non volevo rubare. Sono entrato in quella casa perché non sapevo dove andare a dormire». Questa la spiegazione fornita ieri mattina dall’albanese clandestino che sabato notte aveva minacciato con un punteruolo un cittadino che lo aveva sorpreso a tentare un furto in una casa di via della Repubblica. Lo straniero, finito dentro per tentata rapina impropria, ieri è comparso davanti al giudice Giovanni Ghini, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, come chiesto dal pm. Ad assisterlo l’avvocato Matteo Marchesini.
L’interrogatorio si è svolto nella casa circondariale di via Settembrini. L’albanese ha accettato di rispondere alle domande del giudice Ghini e ha fornito una sua versione dei fatti. Ha detto che era ubriaco e cercava soltanto un posto dove dormire per la notte. Ad arrestarlo, dopo l’allarme lanciato da alcuni residenti di Rivalta, è stata una volante della questura, che lo ha sorpreso mentre minacciava un residente con il punteruolo.
L’interrogatorio si è svolto nella casa circondariale di via Settembrini. L’albanese ha accettato di rispondere alle domande del giudice Ghini e ha fornito una sua versione dei fatti. Ha detto che era ubriaco e cercava soltanto un posto dove dormire per la notte. Ad arrestarlo, dopo l’allarme lanciato da alcuni residenti di Rivalta, è stata una volante della questura, che lo ha sorpreso mentre minacciava un residente con il punteruolo.
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