Il Parmigiano Reggiano tra i tanti gioielli di Fico
Nello stand, oltre al punto di ristoro, una sala di stagionatura in miniatura Tra le altre presenze made in Reggio, la cooperativa La Collina e la Smeg
REGGIO EMILIA. Ieri a Bologna il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha inaugurato Fico, la Fabbrica Italiana Contadina. Un acronimo echeggiato a Reggio nel 2014 quando il suo ideatore, il professor Andrea Segrè, raccontò l’idea di un Expo dell’alimentazione in una lezione al Campus di San Lazzaro (Facoltà di Agraria) per un Master universitario promosso dalla Regione e finalizzato alla creazione di un Parco Tecnologico Agroalimentare.
Quel sogno si è materializzato e si può dire che esalta anche l’operosità reggiana. Uno degli spazi più eleganti di questa Disneyland del cibo reca in effetti l’insegna del Parmigiano Reggiano, una vetrina che sembra una gioielleria (per forza, lì c’è il re dei formaggi). Al taglio del nastro inaugurale autorità ed ospiti hanno assaggiato scaglie di una forma del caseificio di Cortogno, matricola 191, stagionatura di 27 mesi.
Nello stand si incontrano due vasche per la bollitura del latte trasformate in tavolo da gioco e studio per i ragazzi, poi c’è lo scampolo di una sala di stagionatura con formaggi e bande di fasciatura. Manco a dirlo c’è un punto di ristoro. Azzeccatissima la sala con rappresentazioni cinematografiche che catapultano il visitatore in un vero e proprio caseificio, con i suoni dei casari al lavoro dalla cagliata alla battitura delle forme. Pare quasi di sentire i profumi del latte e del formaggio.
A fare gli onori di casa il direttore del Consorzio Riccardo Deserti e i suoi collaboratori, la coordinatrice provinciale Loretta Domenichini, una schiera di casari. Notati anche Manuela Zannoni del Parco dell’Appennino, Antenore Cervi presidente della Cia, Ivan Lusetti dello Stradello. Negli spazi esterni si potevano poi leggere indicazioni su allevamenti di bovini di razza Reggiana, Frisona e Bruna, di suini di razza padana ed altre annotazioni sul rapporto dell’uomo con gli animali.
Reggiano un trattore prodotto a Fabbrico, accessori domestici della Smeg, un accenno alla cooperativa sociale La Collina (vino, ortaggi, ecc.), un segnale della trattoria di Cognento, richiami all’aceto balsamico tradizionale reggiano a fianco di quello di Modena. Sono solo menzioni colte al volo.
L’assessore regionale Simona Caselli ha assicurato che durante l’imminente viaggio in Cina racconterà di questa splendida vetrina della tavola “made Italy”. A dare il benvenuto il presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, che ha invitato tutti a vivere le emozioni che sa accendere questo inconfondibile alimento. Negli ultimi due anni la produzione del nostro celebre formaggio è aumentata del 5% l’anno e ora si aggira su 3 milioni e 650 mila forme; l’unico modo per conservare la sua quotazione è piazzarne buona parte all’estero. I turisti di tutto il mondo che visiteranno Fico si accorgeranno che questo formaggio è unico, il migliore in circolazione. Incontenibile la gioia del finanziatore del progetto, Oscar Farinetti patron di Eataly, che ha elogiato quanti hanno condiviso il suo impegno: «Per arrivare a risultati brillanti bisogna pensare in grande. Così abbiamo fatto ed oggi Fico è un gioiello di cui possiamo essere fieri».
Di fatto si tratta di un enorme elegante centro commerciale nel quale si combinano affari e cultura alimentare. È costato 140 milioni di euro e ha impegnato 700 persone. Ora occupa 3.000 lavoratori e si pensa possa essere visitato da 4-5 milioni di persone l’anno. Attesi anche 300 mila studenti per condurre esperimenti in aula e nell’aia. All’esterno gli animali: mucche, suini, galline, capre. Naturalmente è una grande attrazione turistica posta nel cuore della “dotta e grassa” Bologna. Vi si illustrano le origini e le modalità di lavorazione di carne, verdure, pesce, si può vedere come nascono la pasta e il pane, dove vengono raccolti frutta, verdure, fiori, piante. Le sale di apprendimento sono le uniche a pagamento mentre l’ingresso a Fico è gratuito. All’interno si può circolare con apposite bici dotate di cesti per il trasporto dei prodotti acquistati. In effetti è difficile uscire senza un ricordo da mangiare di tutto quel ben di Dio che è in mostra sugli scaffali.
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