Le false identità in rete diventano un serie tv
Mtv, la tivù dei più giovani, ha mandato in onda “Catfish”, docu-reality di grande successo sul tema
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REGGIO EMILIA. L’utilizzo di false identità con la complicità del velo offerto da chat e social network è ormai all’ordine del giorno. A farne le spese, sempre più spesso, sono i sentimenti e le aspettative tradite. Tanti gli episodi che si accavallano ormai nella cronaca di tutti i giorni, con strascichi giudiziari sempre più frequenti in tribunale a Reggio Emilia.
Il canovaccio spesso si ripete: l’incontro in chat o sui social, con aguzzini che spesso utilizzano profili artefatti. Poi il ricatto e la persecuzione, o una più semplice scoperta della vera identità di chi, con il tempo, si è imparato ad amare ma si rivela essere un clamoroso falso. Spesso sono storie a sfondo sessuale. Tutti ingredienti del successo di “Catfish: false identità”, un docu-reality statunitense andato in onda sul canale per giovani Mtv anche in Italia. I documentari raccontano le verità e le bugie delle relazioni online e sono stati prodotti dal 2010. Due ragazzi, Nev Schulman e Max Joseph, girano l’America su segnalazione delle vittime per svelare la vera identità degli impostori del web. Un successo televisivo che conta ben sei serie. Il termine “catfish” (letteralmente pesce gatto) applicato a internet viene utilizzato per una persona che crea una falsa identità all'interno dei social network fingendosi una persona diversa da quella che è in realtà, usando foto prese da altri profili e informazioni biografiche spesso del tutto false e ingannando i loro interlocutori. L'idea della serie deriva dall'esperienza di Nev Schulman, conduttore della serie, che scoprì che la donna con cui aveva una relazione online non era stata onesta nel descriversi.
I produttori di “Catfish” si occupano in ogni puntata di una storia diversa, accogliendo la richiesta di un partner e aiutandolo a scoprire la verità sul suo o sulla sua amata, tramite tecniche investigative basilari e organizzando il primo incontro fra i due.
Il canovaccio spesso si ripete: l’incontro in chat o sui social, con aguzzini che spesso utilizzano profili artefatti. Poi il ricatto e la persecuzione, o una più semplice scoperta della vera identità di chi, con il tempo, si è imparato ad amare ma si rivela essere un clamoroso falso. Spesso sono storie a sfondo sessuale. Tutti ingredienti del successo di “Catfish: false identità”, un docu-reality statunitense andato in onda sul canale per giovani Mtv anche in Italia. I documentari raccontano le verità e le bugie delle relazioni online e sono stati prodotti dal 2010. Due ragazzi, Nev Schulman e Max Joseph, girano l’America su segnalazione delle vittime per svelare la vera identità degli impostori del web. Un successo televisivo che conta ben sei serie. Il termine “catfish” (letteralmente pesce gatto) applicato a internet viene utilizzato per una persona che crea una falsa identità all'interno dei social network fingendosi una persona diversa da quella che è in realtà, usando foto prese da altri profili e informazioni biografiche spesso del tutto false e ingannando i loro interlocutori. L'idea della serie deriva dall'esperienza di Nev Schulman, conduttore della serie, che scoprì che la donna con cui aveva una relazione online non era stata onesta nel descriversi.
I produttori di “Catfish” si occupano in ogni puntata di una storia diversa, accogliendo la richiesta di un partner e aiutandolo a scoprire la verità sul suo o sulla sua amata, tramite tecniche investigative basilari e organizzando il primo incontro fra i due.
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