Brescello
Treni Parma-Suzzara in ritardo I passeggeri: «Troppi disservizi»
BRESCELLO. Cinquanta minuti di ritardo per il treno 11161 che ieri sarebbe dovuto arrivare da Suzzara a Parma alle 7.18 e che in realtà è giunto a destinazione soltanto dopo le 8. Un disagio che si è...
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BRESCELLO. Cinquanta minuti di ritardo per il treno 11161 che ieri sarebbe dovuto arrivare da Suzzara a Parma alle 7.18 e che in realtà è giunto a destinazione soltanto dopo le 8. Un disagio che si è ripercosso non solo su chi doveva raggiungere la città ducale ma anche per chi, proprio da Parma, aspettava che quel treno ripartisse con direzione Suzzara per raggiungere la bassa reggiana e mantovana. Tra questi passeggeri, anche circa trenta persone che sono arrivate a Brescello in abbondante ritardo all’appuntamento con l’autobus che le avrebbe dovute condurre a Viadana, con conseguenti disagi per lavoratori e studenti.
Se i ragazzi si sono arrangiati come hanno potuto, cercando qualche passaggio da parte di amici, gli adulti si sono organizzati e hanno utilizzato – pagando ovviamente di tasca propria – dei taxi che li portassero a destinazione. A monte di questo disagio pare esserci un non meglio precisato guasto a un passaggio a livello del quale i passeggeri non sono stati informati da Tper, che gestisce la tratta Parma-Suzzara.
«È stata una mattinata infernale – raccontano alcuni dei passeggeri – in quanto siamo partiti da Parma in abbondante ritardo e per forza di cose abbiamo perso la coincidenza che ci avrebbe portato a Viadana. A Brescello, inoltre, non vi è la sala d’attesa e dunque siamo dovuti restare fuori al freddo per aspettare che arrivassero i taxi. Sappiamo che i guasti possono capitare ma su questa linea incontriamo spesso dei disservizi».
Non è la prima “grana” che Tper si trova ad affrontare sul territorio reggiano. In occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ad esempio, i sindaci della Val d’Enza emisero un comunicato stampa congiunto per denunciare guasti e ritardi, le cui conseguenze vennero pagate da tanti studenti che cominciarono le lezioni arrivando in ritardo il primo giorno.
Anche la Parma-Suzzara, in passato, ha fatto parlare di sé a causa di episodi analoghi, oltre che di situazioni di vero e proprio pericolo nelle quali sono incappati i controllori, a volte vittime di minacce e violenze.
«Purtroppo – aggiungono i pendolari – questo ritardo non è un caso isolato. A volte capita che alcuni treni vengano soppressi senza preavviso, ma Tper dovrebbe ricordare che molti di noi pagano un abbonamento mensile di circa 50 euro per ottenere un servizio che in realtà si rivela carente».
Al di là del discorso infrastrutturale, i passeggeri puntano il dito sui pochi controlli all’interno dei vagoni, a bordo dei quali molti viaggiano senza biglietto e si permettono comportamenti poco civili. Nelle scorse settimane il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta aveva lanciato un appello a sostegno dei pendolari. (a.v.)
Se i ragazzi si sono arrangiati come hanno potuto, cercando qualche passaggio da parte di amici, gli adulti si sono organizzati e hanno utilizzato – pagando ovviamente di tasca propria – dei taxi che li portassero a destinazione. A monte di questo disagio pare esserci un non meglio precisato guasto a un passaggio a livello del quale i passeggeri non sono stati informati da Tper, che gestisce la tratta Parma-Suzzara.
«È stata una mattinata infernale – raccontano alcuni dei passeggeri – in quanto siamo partiti da Parma in abbondante ritardo e per forza di cose abbiamo perso la coincidenza che ci avrebbe portato a Viadana. A Brescello, inoltre, non vi è la sala d’attesa e dunque siamo dovuti restare fuori al freddo per aspettare che arrivassero i taxi. Sappiamo che i guasti possono capitare ma su questa linea incontriamo spesso dei disservizi».
Non è la prima “grana” che Tper si trova ad affrontare sul territorio reggiano. In occasione dell’inizio dell’anno scolastico, ad esempio, i sindaci della Val d’Enza emisero un comunicato stampa congiunto per denunciare guasti e ritardi, le cui conseguenze vennero pagate da tanti studenti che cominciarono le lezioni arrivando in ritardo il primo giorno.
Anche la Parma-Suzzara, in passato, ha fatto parlare di sé a causa di episodi analoghi, oltre che di situazioni di vero e proprio pericolo nelle quali sono incappati i controllori, a volte vittime di minacce e violenze.
«Purtroppo – aggiungono i pendolari – questo ritardo non è un caso isolato. A volte capita che alcuni treni vengano soppressi senza preavviso, ma Tper dovrebbe ricordare che molti di noi pagano un abbonamento mensile di circa 50 euro per ottenere un servizio che in realtà si rivela carente».
Al di là del discorso infrastrutturale, i passeggeri puntano il dito sui pochi controlli all’interno dei vagoni, a bordo dei quali molti viaggiano senza biglietto e si permettono comportamenti poco civili. Nelle scorse settimane il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta aveva lanciato un appello a sostegno dei pendolari. (a.v.)
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