Due giorni di blackout telefonico a Felina
Castelnovo, la Lega attacca l’Enel dopo i disagi elettrici: «Stanno abbandonando la zona montana»
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CASTELNOVO MONTI. L’emergenza maltempo dei giorni scorsi in Appennino ha lasciato dietro di se una serie di polemiche e disservizi.
Dal pomeriggio di mercoledì l’erogazione di energia elettrica è tornata alla normalità, con Cavola di Toano che è stata tra le ultime borgate ad essere riallacciate alla rete. Ma ovviamente 48 ore abbondanti di blackout hanno causato problemi e anche danni economici. Danni economici che non sono ancora stati risolti a causa della mancanza delle linee telefoniche e internet, soprattutto in un’area di Felina dove hanno sede anche importanti aziende. Piero Ferrari, della Coesa, impresa che lavora nell’ambito dell’edilizia, parla del disagio che da alcune settimane stanno attraversando molte aziende della zona: «Dal 6 novembre siamo senza linea telefonica fissa. E da lunedì scorso, giorno della nevicata, siamo senza connessione internet. Non solo noi ma anche l’azienda Leader che ha sede nella nostra stessa zona. Siamo in condizioni di lavoro estremamente disagiate e questo per noi è un danno economico. Una situazione assurda nel 2017, dove alle aziende vengono chieste tantissime pratiche via internet».
Nella giornata di oggi dovrebbe esserci l’intervento da parte di Telecom per riattivare le linee telefoniche.
Sono arrivate delle critiche anche per quello che ha riguardato il blackout elettrico. Romano Albertino, responsabile della Lega Nord montagna reggiana si scaglia contro Enel: «Anche l’Enel, come alcuni servizi sanitari, abbandona la zona montana. Sembra oramai un progetto preparato da tempo dalla politica dei tagli a tutti i costi, e a farne le spese per primi sono gli abitanti di questo territorio. Già alcuni anni fa, rimasero senza corrente elettrica molte frazioni dell’Appennino e ora la storia si ripete nell’indifferenza di chi ricopre incarichi milionari ai vertici di Enel. Diranno come sempre che le responsabilità sono dovute alle forti nevicate, come se nei decenni scorsi non fosse mai nevicato. È sotto gli occhi di tutti che queste interruzioni sono dovute alla mancanza della manutenzione ordinaria: le piante dovrebbero stare alla distanza di almeno 15 metri dalle linee elettriche, mentre si trovano solamente a pochi metri e basta una folata di vento per far staccare la corrente. La gente è esasperata e poco importa se Enel rimborserà i disagi. Il tutto tra l’altro sarà fatto con pochi euro, senza contare il danno alle attività ferme, o peggio ancora con il rischio che prima o poi succeda una disgrazia a qualche anziano solo e malato. Mi auguro che i sindaci per primi, denuncino una volta per tutte i vertici Enel richiamandoli alle loro responsabilità nei confronti dei cittadini di questo territorio». (l.t.)
Dal pomeriggio di mercoledì l’erogazione di energia elettrica è tornata alla normalità, con Cavola di Toano che è stata tra le ultime borgate ad essere riallacciate alla rete. Ma ovviamente 48 ore abbondanti di blackout hanno causato problemi e anche danni economici. Danni economici che non sono ancora stati risolti a causa della mancanza delle linee telefoniche e internet, soprattutto in un’area di Felina dove hanno sede anche importanti aziende. Piero Ferrari, della Coesa, impresa che lavora nell’ambito dell’edilizia, parla del disagio che da alcune settimane stanno attraversando molte aziende della zona: «Dal 6 novembre siamo senza linea telefonica fissa. E da lunedì scorso, giorno della nevicata, siamo senza connessione internet. Non solo noi ma anche l’azienda Leader che ha sede nella nostra stessa zona. Siamo in condizioni di lavoro estremamente disagiate e questo per noi è un danno economico. Una situazione assurda nel 2017, dove alle aziende vengono chieste tantissime pratiche via internet».
Nella giornata di oggi dovrebbe esserci l’intervento da parte di Telecom per riattivare le linee telefoniche.
Sono arrivate delle critiche anche per quello che ha riguardato il blackout elettrico. Romano Albertino, responsabile della Lega Nord montagna reggiana si scaglia contro Enel: «Anche l’Enel, come alcuni servizi sanitari, abbandona la zona montana. Sembra oramai un progetto preparato da tempo dalla politica dei tagli a tutti i costi, e a farne le spese per primi sono gli abitanti di questo territorio. Già alcuni anni fa, rimasero senza corrente elettrica molte frazioni dell’Appennino e ora la storia si ripete nell’indifferenza di chi ricopre incarichi milionari ai vertici di Enel. Diranno come sempre che le responsabilità sono dovute alle forti nevicate, come se nei decenni scorsi non fosse mai nevicato. È sotto gli occhi di tutti che queste interruzioni sono dovute alla mancanza della manutenzione ordinaria: le piante dovrebbero stare alla distanza di almeno 15 metri dalle linee elettriche, mentre si trovano solamente a pochi metri e basta una folata di vento per far staccare la corrente. La gente è esasperata e poco importa se Enel rimborserà i disagi. Il tutto tra l’altro sarà fatto con pochi euro, senza contare il danno alle attività ferme, o peggio ancora con il rischio che prima o poi succeda una disgrazia a qualche anziano solo e malato. Mi auguro che i sindaci per primi, denuncino una volta per tutte i vertici Enel richiamandoli alle loro responsabilità nei confronti dei cittadini di questo territorio». (l.t.)
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