Reggiolo, rimpatriato uno straniero per accattonaggio molesto
Dopo ripetute segnalazioni da parte dei cittadini e dopo due fogli di via. Il sindaco: non possiamo tollerare chi ripete azioni di disturbo e microcriminalità
REGGIOLO. Dopo ripetute segnalazioni da parte dei cittadini e delle associazioni di volontariato locali, un clandestino, sul quale pendevano due fogli di via, mai eseguiti, è stato rimpatriato. Youssef Nakmir, 43 anni, di origine marocchina, senza fissa dimora, si trovava spesso in stato di ebbrezza e si è reso protagonista di episodi di disturbo e degrado.
Da circa due anni era divenuto un volto noto per i residenti che, con scarsa disponibilità per le sue insistenze, sopportavano le sue richieste di denaro. Aveva perfino occupato abusivamente uno spazio di palazzo Sartoretti, lesionato dal sisma del 2012 e ancora inagibile, accendendo anche una stufa con evidenti rischi per la sicurezza.
Nonostante i provvedimenti emessi dalla questura seguiti alla segnalazione della polizia municipale dell'Unione dei Comuni della Bassa reggiana, l’uomo, dopo aver lavorato in un macello di Modena, aveva fatto ritorno a Reggiolo.
Per un po’ di tempo si era impegnato a svolgere brevi mansioni tra gli sfollati del parco dei Salici e poi, grazie all’Auser, era stato assegnato a lavori di pulizia. I servizi sociali hanno provato a stabilire un contatto con Youssef per un percorso che permettesse di rinnovargli il permesso di soggiorno, ma non ne ha voluto sapere, riprendendo così le sue abitudini e destando nuove preoccupazioni tra la popolazione. Senza documenti in regola, non poteva essere aiutato né trovare lavoro.
Alcuni suoi connazionali, vedendolo abbandonato a se stesso, hanno cercato di aiutarlo, ma lui ha sempre voluto vivere da clochard, tirando avanti grazie ad espedienti, furtarelli in supermercati e accattonaggio molesto. Qualche settimana fa, ubriaco fradicio, era caduto, procurandosi una ferita al volto. Il sindaco Roberto Angeli ha ritenuto quindi necessario segnalare il marocchino alla questura che, su provvedimento del questore Isabella Fusiello, è stato rapidamente rimpatriato nel suo paese di origine. Giovedì pomeriggio, alle 17, è stato portato all’aeroporto Marconi di Bologna, dove è stato messo su un aereo per Casablanca.
«A Reggiolo abbiamo l’esempio di rifugiati che, accolti dalla comunità, si impegnano ogni giorno per migliorare le proprie condizioni e integrarsi – spiega Angeli –. Queste persone sono un esempio positivo, ma non possiamo tollerare soggetti che continuano a reiterare azioni di disturbo ed episodi di microcriminalità. Tutto questo mina la sicurezza dei cittadini aprendo la strada al degrado». (m.p.)
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