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Studenti mobilitati La Cgil sta con loro

Studenti mobilitati La Cgil sta con loro

Sotto accusa le modalità dell’alternanza scuola-lavoro «Da strumento didattico a fonte occupazionale»

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REGGIO EMILIA. Cgil Emilia Romagna e Flc Cgil Emilia Romagna sostengono la mobilitazione della Rete degli studenti medi e universitari “Scuola e università in rosso”, che raggiunge il suo apice oggi in occasione della “Giornata internazionale dello studente”, accompagnata dalla parola d'ordine “Merito di più”. A Reggio il corteo è organizzato dal collettivo “Studenti Autorganizzati”. La partenza è prevista per le 8.30 dal polo di via Makallè e si snoderà per le vie della città.

La mobilitazione ha tra i temi: l’affermazione del diritto allo studio, considerato compromesso dall’assenza in legge di bilancio di investimenti sull’istruzione, a partire da edilizia scolastica, trasporti, didattica; il contrasto all’alternanza scuola-lavoro così come regolamentata dalla Legge 107/2015, il diritto ad una alternanza degna e non allo sfruttamento, ad uno statuto degli studenti e delle studentesse in alternanza scuola-lavoro che garantisca sicurezza, gratuità, coerenza dei percorsi. «Si assiste in troppi casi – fanno sapere dalla Cgil – allo stravolgimento di ruolo e finalità dell’alternanza scuola lavoro, in base ad un’operazione tutta ideologica, secondo la quale una qualsivoglia esperienza lavorativa assume rilievo per la costruzione del profilo in uscita dello studente».

Cgil Emilia Romagna e Flc Cgil Emilia Romagna valutano fondamentale che la scuola incontri il lavoro, ma ritengono che l’alternanza scuola-lavoro sia una modalità didattica che mette in continuità l’apprendimento strutturato in aula con il lavoro e che debba quindi essere connotata da una “forte intenzionalità educativa”, correlata con i profili e le competenze previste dai percorsi della scuola secondaria superiore. Dal sindacato, in raccordo con le rappresentanze dei lavoratori e studentesche, si impegnano a vigilare «affinché sia evitata ogni forma di abuso sull'alternanza e siano rispettati gli standard di sicurezza. Il Governo, nella legge di bilancio, sceglie ancora di investire in bonus spot, sostanzialmente inutili e in sgravi unilaterali alle imprese, come quello previsto per chi assume gli studenti che hanno svolto almeno il 30% delle ore di Alternanza Scuola Lavoro nella propria azienda, scambiando ciò che dovrebbe essere uno strumento didattico per una fonte occupazionale».



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